Giovedì, 15 Novembre 2018

A Prato visite in fabbriche dismesse

PRATO - Il 2 e 3 novembre a Prato, per Tuscan Art Industry (Tai), manifestazione ideata da Chiara Bettazzi, sarà possibile visitare le ex fabbriche Banci e della Cementizia, testimonianze architettonicamente rilevanti nelle quali si legge "il processo di rinaturalizzazione degli spazi abbandonati". Le visite saranno guidate da Giuseppe Guanci, storico dell'archeologia industriale e dai biologi Andrea Vannini e Simone Rizzuto.
    L'ex lanificio Walter Banci - progettato nel 1953 dagli architetti Forasassi e Taiti, ispirato a un progetto di Frank Lloyd Wright, chiuso dal 1974 - è immerso "in una sorta di bosco urbano, impiantato dallo stesso Banci, rigeneratosi durante gli anni di abbandono". La Cementizia ovvero l'ex Cementificio Marchino è un enorme complesso situato sul versante sud dei monti della Calvana, detto anche Le Macine, costruito nel 1926 e chiuso dal 1956. Tai è un progetto nato nel 2015 e rappresenta l'estensione del lavoro di ricerca che l'artista Chiara Bettazzi porta avanti sulle strutture presenti o scomparse di archeologia industriale a Prato e provincia.
    L'edizione 2018 si è aperta lo scorso 20 ottobre in Corte Genova con l'inaugurazione del Villaggio culturale e della mostra 'Paesaggi industriali, rovine e orti operai' a cura di SC17 (visibile su appuntamento fino al 20 novembre): gli artisti coinvolti sono Emanuele Becheri, Loris Cecchini, Alessio de Girolamo, Andrea Fiesoli, Ronaldo Fiesoli, Gianni Melotti, Luca Pancrazzi e Robert Pettena, che rappresentano i paesaggi industriali nella loro trasformazione, ma anche quei luoghi che, richiamando la tradizione degli orti operai di fine Ottocento, hanno reso i terreni contigui delle aree industriali spazi poetici e vitali.(ANSA).
   

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