Sabato, 15 Dicembre 2018
LA VISITA DI BERGOGLIO

Papa Francesco a Piazza Armerina davanti a 40mila fedeli: "Non sono poche le piaghe che vi affliggono"

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Papa Francesco

Il giorno tanto atteso è arrivato: Papa Francesco sbarca in Sicilia e lo fa in occasione del 25esimo anniversario dell’uccisione di don Pino Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, morto per mano mafiosa. Bergoglio torna nell'Isola a distanza di 5 anni da quel suo primo viaggio a Lampedusa.

La prima tappa Piazza Armerina, nell’Ennese, dove Bergoglio è arrivato poco prima delle 8,30. Al Suo arrivo in elicottero, nel Campo sportivo "San Ippolito", dopo lo scalo tecnico all'aeroporto di Sigonella, il Papa è stato accolto dal vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana, dal prefetto di Enna, Maria Antonietta Cerniglia, e dal sindaco della città, Nino Cammarata. Poi si è trasferito in auto a Piazza Europa per l'incontro con i fedeli, circa 40mila.

Tra loro anche persone malate e detenuti. Il sindaco di Piazza Armerina Nino Cammarata dice: ''La città donerà al Pontefice un immobile da destinare al centro di accoglienza della Caritas per i poveri''. Anche a Piazza Armerina, come a Palermo, sono imponenti le misure di sicurezza con 400 unità delle forze dell'ordine che presidiano i varchi di accesso.

"Sono contento di trovarmi in mezzo a voi. È bello il sole della Sicilia!". Così Papa Francesco ha iniziato il suo discorso durante l'incontro con i fedeli, sottolineando la giornata di sole che lo ha accolto in Sicilia. Parlando alla popolazione di Piazza Armerina, nell'incontro con i fedeli in Piazza Europa, papa Francesco ha ricordato "le diverse problematiche che limitano la serenità di questo territorio".

"Non sono poche le piaghe che vi affliggono - ha detto -. Esse hanno un nome: sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d'azzardo; sfilacciamento dei legami familiari". "Di fronte a tanta sofferenza - ha proseguito -, la comunità ecclesiale può apparire, a volte, spaesata e stanca; a volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede". Considerare le piaghe della società e della Chiesa non è un'azione denigratoria e pessimistica - ha aggiunto -. Se vogliamo dare concretezza alla nostra fede, dobbiamo imparare a riconoscere in queste sofferenze umane le stesse piaghe del Signore".

"Guardarle, toccarle - ha sottolineato ancora il Papa - Toccare la piaga del Signore nella nostra società, nella nostra gente. Questo significa per noi cristiani assumere la storia e la carne di Cristo come luogo di salvezza e liberazione". "Vi esorto, pertanto - ha concluso -, a impegnarvi per la nuova evangelizzazione di questo territorio centro-siculo, a partire proprio dalle sue croci e sofferenze. Dopo aver concluso il bicentenario della vostra Diocesi, vi attende una missione avvincente, per riproporre il volto di una Chiesa sinodale e della Parola; Chiesa della carità missionaria; Chiesa comunità eucaristica".

Il Papa ha quindi esortato: "Con semplicità andate per i vicoli, i crocicchi, le piazze e i luoghi di vita feriale, e portate a tutti la buona notizia che è possibile una convivenza giusta, piacevole e amabile, e che la vita non è oscura maledizione da sopportare fatalisticamente, ma fiducia nella bontà di Dio e nella carità dei fratelli". "È importante favorire nelle parrocchie e nelle comunità la carità evangelica, la solidarietà e la sollecitudine fraterna, rifuggendo la tentazione mondana del quieto vivere, del passarla bene, senza preoccuparci dei bisogni altrui", ha aggiunto. Francesco ha incoraggiato la comunità locale "a proseguire nel vostro servizio ecclesiale che si esprime in opere concrete: centri di ascolto Caritas, mense e rifugi per i fratelli più sfortunati, strutture per ospitare Gesù profugo e spaesato e case d'amore per gli anziani spesso soli e scoraggiati. Ma per favore, non lasciate soli gli anziani, i nostri nonni. Loro sono le nostre identità, loro sono le nostre radici, e noi non vogliamo essere un popolo sradicato. Loro sono le nostre radici: e i giovani parlino con i nonni". "Non dimenticate che la carità cristiana non si accontenta di assistere; non scade in filantropia, ma spinge il discepolo e l'intera comunità ad andare alle cause dei disagi e tentare di rimuoverle, per quanto è possibile, insieme con gli stessi fratelli bisognosi: integrarli con il nostro lavoro", ha osservato il Papa.

Alle 13,30 il Santo Padre raggiungerà la missione Speranza e Carità del missionario laico Biagio Conte, che a Palermo assiste migliaia di poveri e garantisce loro pasti caldi. Nella mensa di via Decollati, il Papa pranzerà con gli ospiti del centro e alle 15 si sposterà a Brancaccio, nel luogo dove il parroco fu assassinato. Seguirà una visita alla parrocchia di San Gaetano e alle 15,30 in Cattedrale per incontrare parroci, sacerdoti e seminaristi di tutta la Sicilia, superiori e superiore delle comunità religiose dell’Isola, accompagnato dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Sono previsti 40 vescovi, 700 sacerdoti, 250 cantori, 200 seminaristi.

Alle 17 l'ultimo appuntamento: l’incontro in piazza Politeama tra il Pontefice e i giovani. Secondo la Curia, saranno 4.500 i ragazzi presenti in piazza Castelnuovo, davanti al teatro Politeama.

Numerosi i divieti, in particolare nell'area della cosiddetta 'zona rossa', cioè quella in cui farà tappa il pontefice, e nelle vie limitrofe. Sarà difficile muoversi con i propri mezzi e proprio per questo l'Amat ha predisposto un biglietto unico valido per tutta la giornata di domani, al prezzo di 1,40 euro. Dunque utilizzabile per bus e tram. Come muoversi in città

All’interno delle aree interessate dalla visita di Papa Francesco è vietato: introdurre valigie e trolley; introdurre bombolette spray (antizanzare, deodoranti, creme solari, etc...); introdurre trombette da stadio; introdurre o detenere armi, materiale esplosivo, artifizi pirotecnici, fumogeni, razzi di segnalazione, pietre, coltelli o altri oggetti da punta o taglio e catene; introdurre bevande alcooliche di qualsiasi gradazione, bottiglie di vetro o lattine di alluminio; introdurre bastoni per selfie e treppiedi; introdurre droni e aeroplani telecomandati; introdurre biciclette, skateboard, pattini, overboard e caschi di qualsiasi genere; introdurre tende e sacchi a pelo; introdurre oggetti atti ad offendere o che lo potrebbero diventare mediante un utilizzo improprio; esporre materiale che ostacoli la visibilità agli altri spettatori o che interferisca con la segnaletica di emergenza o che, comunque, sia di ostacolo alle vie di fuga verso le uscite; svolgere qualsiasi genere di attività che non sia stata preventivamente e formalmente autorizzata; stazionare sui percorsi di accesso e di esodo e su ogni altra via di fuga; porre in essere atti aggressivi nei confronti del personale addetto al controllo.

L'accesso al Sagrato della Cattedrale, dove alle ore 15.30 il Sommo Pontefice incontrerà il Clero, sarà consentito attraverso appositi varchi assistiti da personale dotato di contapersone. Al fine di garantire un’adeguata assistenza sanitaria, in relazione alla presenza dell’elevato numero di persone che assisteranno alla celebrazione della Santa Messa ed alle altre iniziative previste, è stato pianificato dall’Assessorato Regionale alla Salute un apposito Piano al fine di fronteggiare eventuali emergenze sanitarie, attraverso il posizionamento di Posti Medici Avanzati, di squadre di soccorso e di ambulanze lungo le aree interessate dalla visita del Sommo Pontefice. La Questura, a tutela della comune incolumità, invita, altresì, tutti i partecipanti all’evento a rispettare, oltre alle comuni regole di convivenza civile, alcune norme generali di comportamento.

E sempre nell'ottica della prevenzione, i carabinieri del Nas, in occasione dei controlli per la visita del Santo Padre a Palermo, hanno sequestrato 30.888 bottiglie di acqua minerale. Tutte le confezioni erano stoccate, insieme a materiale ferroso in disuso, in un’area esterna a cielo aperto, su pedane in legno avvolte da cellophane, scoperte e in cattivo stato di conservazione, poiché esposte ai raggi solari diretti senza alcun riparo dalla luce e dagli altri agenti atmosferici, ad una temperatura ambientale di circa 30°c. Le bottiglie sono state acquistate in vista delle manifestazioni di oggi per essere vendute ai fedeli dalla titolare di una rivendita di acque minerali e bibite. La donna è stata denunciata per avere conservato ai fini della commercializzazione, alimenti in cattivo stato di conservazione.

 

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