Giovedì, 22 Novembre 2018
ISTRUZIONE

Scuola, prima campanella anche in Sicilia: nelle classi meno alunni, allarme cattedre per i docenti

Suona la prima campanella. Anche in Sicilia. Il primo giorno di scuola è scoccato il 5 settembre scorso in Alto Adige mentre oggi toccherà ufficialmente anche a Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Basilicata.

A Palermo avvio anticipato in alcuni istituti. Si parte dalle 8 alle 11 di oggi alla elementare Giovanni XXIII di via Sampolo, anche se solo per le classi seconde, terze, quarte e quinte di scuola primaria.

Domani invece toccherà alla scuola media Piazzi con gli studenti delle prime subito a lezione. Portoni aperti domani anche al liceo delle scienze umane Finocchiaro Aprile e all’industriale Vittorio Emanuele III di via Duca della Verdura.

In tutta Italia le studentesse e gli studenti delle scuole statali saranno 7.682.635, per un totale di 370.611 classi. Di questi, 919.091 frequenteranno la scuola dell'infanzia, 2.498.521 la scuola primaria, 1.629.441 la secondaria di I grado, 2.635.582 la secondaria di II grado. Il numero totale di alunni è in leggero calo: lo scorso anno erano 7.757.849. Tra le quattro Regioni con il decremento più consistente, le prime tre sono del Sud e c'è anche la Sicilia con -12.487 studenti.

In Sicilia saranno in funzione 4.129 plessi, venti in meno rispetto allo scorso anno. Complessivamente gli studenti saranno 728mila. Nelle superiori parte da leone per i licei dove si è iscritta la metà circa dei 246mila giovani.

L'anno scolastico in tutta Italia si apre anche con le tensioni in merito ai posti del personale docente, che tra organico dell'autonomia e organico di fatto, è composto da 822.723 persone, di cui 141.412 di sostegno.

Nei giorni scorsi i sindacati hanno lanciato l'allarme: a loro dire c'è il rischio che delle 57 mila assunzioni programmate dal ministero dell'Istruzione, se ne faranno solo 37 mila, al massimo 40 mila se andrà bene, per mancanza di candidati con i requisiti necessari, ritardi ed errori nelle graduatorie. "Lavoriamo da settimane per consentire un avvio ordinato - ha replicato il titolare del Miur, Marco Bussetti, parlando ieri a Cernobbio - abbiamo chiuso le immissioni in ruolo entro il 31 agosto, come promesso. Le cattedre che risultano vacanti verranno coperte come ogni anno con supplenti. La mancanza di alcuni docenti è fisiologica, è un falso problema, e tuttavia occorre ripensare i meccanismi di reclutamento: su questo bisogna lavorare e penso che l'unica soluzione, la migliore, sia semplificare le procedure". I supplenti sarebbero circa 80 mila, il 10% quindi del personale docente.

G.L.M.

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