Domenica, 18 Novembre 2018
INUTILI I SOCCORSI

Mano risucchiata dal bocchettone, bimbo di 7 anni muore in Sardegna

Giocava con gli amichetti nella piscina dell’hotel, tra le risa e gli schizzi. Poi nella confusione nessuno si è accorto che lui non c'era più. Lo hanno semplicemente visto riemergere, forse già senza vita. Sono seguite le grida, la gara per tirarlo fuori, la chiamata al 118, l'arrivo dei sanitari che hanno cercato di rianimare il suo cuore per più di un’ora, per poi arrendersi al fatto che nel suo corpo non c'era più vita. La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno di oggi nella piscina di un albergo di Orosei, sulla costa centro orientale della Sardegna, su via Lungomare. A morire è stato un bambino di 7 anni, Richaed Mulas di Irgoli (Nuoro), padre sardo e madre sudamericana che oggi lavorava nel residence.

Il piccolo si trovava nel residence con la madre ecuadoregna che lavora nella struttura ricettiva. Si sarebbe tuffato in piscina - la vasca sarebbe condivisa dai residence «Gli ulivi» e "Il Rifugio» - da solo senza che nessuno si accorgesse di nulla, rimanendo incastrato nel bocchettone, senza riuscire più a risalire. È stato un turista ad accorgersi del piccolo, si è tuffato per soccorrerlo ma era già privo di sensi.

Oltre ai sanitari, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri chiamati dai genitori del piccolo e dai responsabili dell’hotel. Spetterà a loro ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Questo è il terzo caso di morte in una piscina che si è verificato questa estate in Italia. Il 21 agosto, nell’ astigiano, erano annegati in una piscina un ragazzo di 21 anni e l'amica 19enne accorsa per salvarlo. Marco, questo il nome della vittima, si era tuffato credendo che il livello dell’acqua fosse più basso e ha iniziato ad agitarsi. Ilaria, l’amica, si è tuffata per soccorrerlo ma è stata trascinata giù e ha perso i sensi. Nonostante i medici avessero tentato di rianimarla riuscendoci, la ragazza è morta il giorno dopo in ospedale.

Ma la vicenda tristemente più simile a quella di oggi è accaduta il 12 luglio quando a nella piscina di un hotel di Sperlonga, sul litorale laziale, una ragazzina di 13 anni, in vacanza con al famiglia, è stata aspirata dall’impianto subacqueo per il ricambio dell’acqua che le ha impedito di riemergere in superficie. Un turista americano e altre persone, resisi conto di quanto stava accadendo, si sono buttati in acqua e sono riusciti a liberarla dal bocchettone. In arresto cardiaco, la ragazzina è stata rianimata dai medici del 118 e trasportata al gemelli di Roma dove poche ore dopo è morta.

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