Venerdì, 14 Dicembre 2018

In ripresa i prezzi del riso. Cresce del 14,3% l'export

(ANSA) - ROMA - Congiuntura positiva per i prezzi dei risoni nel mercato italiano nel secondo trimestre del 2018. È quanto emerge dall'analisi elaborata dalla Camera di Commercio di Pavia in collaborazione con la Borsa merci telematica italiana (Bmti). La rilevazione - si legge in una nota - conferma i segnali di ripresa che erano già emersi nell'ultima parte del primo trimestre, con aumenti concentrati soprattutto durante i mesi di aprile e maggio, grazie all'andamento sostenuto delle vendite.

I prezzi registrano una crescita rispetto allo scorso anno, con variazioni positive superiori a giugno al +50% nel caso di Lido, Roma e Sant'Andrea, ad eccezione della varietà Carnaroli, il cui prezzo ha mantenuto una variazione anno su anno negativa (-5% a giugno sulla piazza di Mortara), con un divario che si è ridimensionato durante il trimestre.

Complessivamente la campagna 2017/18 ha evidenziato, dopo le difficoltà registrate nel 2016/17 con prezzi scesi ai minimi, una ripresa dei listini per diverse varietà di risone, tra cui Balilla, Lido, Baldo, Roma e Sant'Andrea. Restano in difficoltà Arborio e Carnaroli, il cui prezzo medio registrato nell'attuale campagna ha accusato un ribasso rispettivamente del -15% e del -20% rispetto alla scorsa annata.

Il segno "meno" prevale però - sostengono gli analisti - per la quasi totalità delle varietà, se si effettua un confronto con il prezzo medio delle cinque annate precedenti, con un calo per i risoni da consumo interno: -43% per il Carnaroli (piazza di Mortara), -41% per l'Arborio, -35% per il Roma, -24% per il S.Andrea.

Positivo l'andamento sul fronte del commercio estero, con l'export di riso lavorato cresciuto nei primi quattro mesi sia in quantità (+14,3%) che in valore (+10,5%) rispetto allo stesso periodo degli scorsi 12 mesi. A trainare l'export - emerge dal report economico - è l'aumento delle spedizioni in Francia (+19,1% in volume), Germania (+19,2) e Regno Unito (+25,9%) e verso la Turchia (+16,6%), principale destinatario del prodotto italiano al di fuori dell'Ue.

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