Mercoledì, 17 Ottobre 2018

La giovane stella che divora i suoi pianeti

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica della giovane stella RW Aur A circondata dai detriti dei suoi pianeti (fonte: NASA/CXC/M.Weiss)
© ANSA

Una giovane stella sta divorando i pianeti che le stanno nascendo intorno, in una catastrofe cosmica in corso a 450 anni luce dalla Terra. Per decenni le oscillazioni della sua luminosità sono state un enigma per gli astronomi e soltanto adesso la vista a raggi X del telescopio Chandra della Nasa è riuscita a vedere che a oscurare periodicamente la luce della stella, chiamata RW Aur A, è una nube di detriti. Il risultato, pubblicato sull'Astronomical Journal, si deve all'Istituto Kavli per l'Astrofisica e la ricerca spaziale del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

Il gruppo di ricerca, coordinato da Hans Moritz Guenther, ha scoperto così che due dei pianeti che di stavano formando intorno alla stella sono entrati in collisione fra loro producendo una densa nube di gas, frammenti e polveri che stanno inesorabilmente cadendo nella stella, oscurandone la luce.

"Simulazioni al computer avevano da tempo previsto uno scenario simile, ma non avevamo mai osservato direttamente niente del genere prima d'ora", ha detto il coordinatore della ricerca, Hans Moritz Guenther. "Se la nostra interpretazione è corretta - ha aggiunto - potrebbe essere la prima volta che osserviamo una giovane stella divorare uno o più dei suoi pianeti". Difficile ricostruire che cosa sia accaduto, ma non è infrequente che attorno a giovani stelle orbitino nubi di detriti di pianeti mancati, il cui processo di formazione è stato interrotto dalla collisione con un altro corpo celeste.

RW Aur A è una stella relativamente giovane, la cui età è stimata in alcuni milioni di anni, e ruota intorno a una sua coetanea, chiamata RW Aur B. Entrambe hanno la stessa massa del Sole. Le sue variazioni nella luminosità vengono osservate in modo sistematico dal 1937, con periodi di minore brillantezza che duravano alcuni mesi. Da allora altri periodi di'buio' si sono verificati nel 2011, per sei mesi, poi nel 2014 e nel 2017.

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