Martedì, 20 Novembre 2018
ITALIA-FRANCIA

Migranti, nuovo scontro con Macron: "Populisti come lebbra". Di Maio-Salvini: "Ipocrita e offensivo"

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L'incontro fra il premier italiano Giuseppe Conte e il francese Emmanuel Macron a Parigi il 15 giugno 2018

Roma ricuce lo strappo con Berlino sui migranti ma si apre un nuovo durissimo scontro con Macron, che tuona contro "la lebbra populista" con un chiaro riferimento al governo italiano scatenando l'ira dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. "Ipocrita e offensivo", gli risponde il leader del Movimento 5 Stelle, mentre il leader leghista ironizza: "Un signore. Caviale, champagne e signorilità...".

Eppure la giornata ieri sembrava cominciata bene. La cancelliera, in mattinata, aveva chiamato Giuseppe Conte per anticipargli che la bozza Ue della discordia che aveva fatto montare l'irritazione a Roma - al punto da mettere in dubbio la partecipazione del premier al pre-summit di domenica a Bruxelles - sarebbe stata accantonata. Così è stato. Da questa mattina gli sherpa sono al lavoro su un nuovo testo "più equilibrato" per il summit convocato da Juncker e che ora si è allargato a tredici Stati.

Un documento che terrà in considerazione anche le preoccupazioni dell'Italia di fronte alle pressanti richieste della Germania di bloccare il fenomeno dei movimenti secondari dei migranti verso i Paesi del nord Europa. Una telefonata pacificatrice, quella della Merkel, annunciata dallo stesso Conte ("nessuno può pensare di prescindere dalle nostre posizioni, domenica al centro della discussione ci sarà la proposta italiana") e celebrata sia da Di Maio ("Ora c'è rispetto per l'Italia") che da Salvini ("E' importante che Merkel chiami, perché fino a un po' di tempo fa ci davano per scontati").

Un clima di euforia guastato però in serata dall'attacco durissimo sferrato da Macron. Dopo le tensioni sul caso Aquarius che appena qualche giorno fa avevano rischiato di mandare all'aria la visita di Conte a Parigi, in un discorso a Quimper il capo dell'Eliseo ha denunciato "la lebbra populista che cresce vicino a noi in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederla riapparire. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo! Fanno le peggiori provocazioni umanitarie, tradiscono anche il diritto d'asilo, e nessuno si scandalizza di questo". Il riferimento all'Italia, ancora al caso Aquarius, non sfugge a nessuno.

Passano pochi minuti e gli replica Di Maio: "Parole offensive e fuori luogo, la vera ipocrisia è di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e fa la morale sul diritto sacrosanto di chiedere un'equa ripartizione dei migranti". Pronto anche Salvini: "Un signore, caviale e champagne. Ma io lezioni da un Paese che ha l'esercito alla frontiera italiana non ne prendo. Se la Francia apre a dieci barconi dalla Libia, ne riparliamo". "Se c'è un morbo che si è diffuso in Europa non è la lebbra del populismo ma la vomitevole ipocrisia di Macron", interviene anche la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

Mentre oltralpe, a fare il tifo per gli italiani, è la leader del Rassemblement National Marine Le Pen: "Macron vuole farci litigare col mondo intero". In un crescendo di tensione, Conte sceglie di non gettare altra benzina sul fuoco, pronto però a puntare ancora i piedi di fronte a nuovi eventuali trappoloni a Bruxelles. Al tavolo del vertice il premier porterà il piano italiano con i centri di protezione europei nei Paesi di origine e transito per la valutazione del diritto di asilo, l'incremento dei rapporti con i Paesi terzi per fermare i "traffici di morte" ed il rafforzamento delle frontiere esterne. Un punto, quest'ultimo, condiviso dai Paesi di Visegrad più l'Austria che oggi a Budapest hanno rinsaldato il loro asse. Mentre il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk prosegue nel suo giro delle capitali - domani sarà prima a Vienna, poi a Budapest, mentre le tappe di Berlino, Londra e Parigi sono rimandate alla prossima settimana - nella speranza di riuscire a disinnescare la bomba ad orologeria del dossier migranti pronta ad esplodere sul tavolo del Consiglio europeo di fine mese.

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