Mercoledì, 21 Novembre 2018
PREVENZIONE

Dalla crema solare alla regola "Abcde": sicuri sotto il sole, tutte le dritte

Estate tempo di sole: ma attenzione, perché da amico può trasformarsi in nemico se non vi si espone nel modo giusto. Bisogna evitare le ore più calde e non restarvi a lungo, applicare più volte una crema solare con un fattore di protezione superiore a 30, indossare occhiali, cappello maglietta e non esporre direttamente al sole neonati e bambini piccoli.

Occhio anche ai nei, sempre e non solo in estate. Vale la regola dell'Abcde, dove A sta per asimmetria, B per bordi irregolari e frastagliati, C per colore della macchia molto scuro o con diverse gradazioni, D per dimensioni superiori a 6 mm o in aumento, E per evoluzione nell’aspetto di una macchia, come un neo che diventa da liscio a rugoso o che comincia a bruciare, prudere o sanguinare. I consigli arrivano dall’Airc, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in vista della stagione estiva.

Airc ricorda che l’esposizione ai raggi solari ha diversi effetti positivi (stimola la produzione di vitamina D), ma i raggi ultravioletti UVA e UVB contribuiscono alla formazione dei tumori della pelle. In particolare raddoppia il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo, uno dei principali tumori in giovane età: in Italia è il terzo più frequente sotto i 50 anni.

Si stima che nel 2017 nel nostro Paese 14.000 persone, 7.300 uomini e 6.700 donne, abbiano ricevuto una diagnosi di melanoma della cute. Purtroppo l’incidenza cresce ogni anno del 4,4% nella popolazione maschile e del 3% in quella femminile. La sopravvivenza a 5 anni, però, è pari all’86,8%, fino al 93,6% nei pazienti giovani (15-44 anni). Questo grazie ai progressi della ricerca. Nel solo 2018, Airc ha destinato oltre 2,6 milioni di euro per 34 progetti e borse di studio sui tumori della pelle. «I ricercatori AIRC sono in prima linea a livello internazionale nella ricerca sul melanoma - spiega Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di Airc - grazie anche al loro importante contributo c'è stata una svolta nella cura,soprattutto con l’immunoterapia e protocolli combinati con altri approcci terapeutici».

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