Lunedì, 24 Settembre 2018
L'ANNUNCIO

Gli Stati Uniti escono dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu

consiglio diritti umani Usa, Sicilia, Mondo
L'ambasciatrice americana all'Onu Nikki Haley

Gli Stati Uniti mantengono la promessa ed escono dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu in segno di protesta per l’atteggiamento nei confronti di Israele. È l’ennesimo schiaffo dell’amministrazione di Donald Trump ad organizzazioni e accordi internazionali le cui politiche sono giudicate non in linea con gli interessi americani in materia di commercio, difesa, cambiamento climatico e, ora, diritti umani.

A dare l’annuncio sono l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, e il segretario di stato, Mike Pompeo, dal Dipartimento di Stato. E’ un’organizzazione che «non è degna del suo nome», ha tuonato Haley, sottolineando che l’organo delle Nazioni Unite è diventato «protettore di chi viola i diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici».

L’ambasciatrice ha citato tra le azioni del Consiglio da inserire nella 'lista nera', oltre il pregiudizio nei confronti di Israele, l’ammissione tra i suoi membri del Congo, così come l'incapacità di affrontare le violazioni dei diritti umani in Venezuela e in Iran. «Quando abbiamo chiarito che avremmo fortemente perseguito la riforma del Consiglio - ha aggiunto - paesi come Russia, Cina, Cuba ed Egitto hanno tentato di minare i nostri sforzi».

«Voglio chiarire che questo passo non significa che ci ritiriamo dai nostri impegni sul fronte dei diritti umani», ha affermato da parte sua Pompeo: «Anzi, facciamo questo passo perché il nostro impegno non ci consente di rimanere parte di un’organizzazione ipocrita e egoista che si fa beffe dei diritti umani».

Nell’ultimo anno Haley ha criticato più volte l’organo Onu per il trattamento riservato ad Israele. «Quando questo organo approva più di 70 risoluzioni contro Israele, un paese con una forte posizione sui diritti umani, e solo sette risoluzioni contro l’Iran, che invece ha una pessima reputazione in materia, sai che qualcosa è profondamente sbagliato», ha detto nei mesi scorsi.

Non è la prima volta che gli Stati Uniti boicottano il Consiglio dei Diritti Umani: è avvenuto per 3 anni durante l'amministrazione di George W. Bush, e sono tornati a farne parte con Barack Obama. La decisione di Washington di ritirarsi dall’organo, di cui fanno parte 47 nazioni, è la più definitiva. C'era infatti un’altra alternativa possibile, quella di rimanere osservatori non votanti.

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