Martedì, 14 Agosto 2018

Le lune esterne al Sistema Solare potrebbero ospitare la vita

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica di una esoluna in orbita intorno a un pianeta gassoso gigante (fonte: NASA GSFC, JayFriedlander e Britt Griswold)
© ANSA

Non solo pianeti: la vita nell'universo potrebbe essere ospitata dalle esolune, ossia dalle lune che orbitano attorno a pianeti esterni al Sistema Solare e che diventano un nuovo obiettivo per i telescopi del futuro. Lo indica la prima banca dati che contiene le informazioni relatove a 121 pianeti, tutti giganti gassosi, che potrebbero avere lune interessanti. Pubblicata sull' Astrophysical Journal, la banca dati è è stata messa a punto dal gruppo  dell'americana University of Southern Queensland guidato da Michelle Hill.

"Includere le esolune nella ricerca della vita nello spazio amplierà notevolmente gli obiettivi che possiamo osservare", ha detto Stephen Kane, astrofisico e astrobiologo dell'università della California a Riverside, che ha partecipato alla ricerca. Secondo i ricercatori le lune che orbitano intorno ai giganti gassosi scoperti al di fuori del Sistema Solare potrebbero fornire un ambiente favorevole alla vita, forse persino migliore della Terra. Questo perché ricevono energia e  calore non solo dalla loro stella, ma anche dalle radiazioni riflesse dal loro pianeta.

I 121 pianeti giganti le cui lune sono descritte nel catalogo sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler della Nasa. Tutti orbitano nella cosiddetta zona abitabile della loro stella, ossia a una distanza tale da consentire l'esistenza di acqua liquida. Sono pianeti simili ai nostri giganti gassosi, come Giove e Saturno,e  secondo gli astronomi potrebbero ospitare molte lune rocciose. Queste esolune potrebbero essere potenzialmente in grado di ospitare la vita, proprio come alcune lune di Giove e Saturno, prime fra tutte Europa ed Encelado. "Ora che abbiamo creato una banca dati dei pianeti giganti che orbitano nella zona abitabile della loro stella, saranno fatte osservazioni mirate, per cercare le potenziali esolune", ha rilevato Hill. "Il nostro obiettivo - ha concluso - è studiare le proprietà di queste lune e cercare segni di vita".

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