Giovedì, 20 Settembre 2018
"DOUBLE FACE"

Montante, il terremoto investe la Regione: indagati anche Catanzaro, Crocetta ed ex assessori

Si allarga l'inchiesta della Procura di Caltanissetta su Antonello Montante. Nella lista degli indagati ci sono anche l'attuale presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro e l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta.

Ma non solo, nell'elenco figurano gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l'ex presidente dell'Irsap (l'ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara. «Mi è stato notificato questo pomeriggio un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Caltanissetta, sono pronta a fornire ogni chiarimento utile alle indagini, mantenendo ferma la piena fiducia nella magistratura», ha detto poi in serata Mariella Lo Bello. «In data odierna, come danno conto numerosi organi di informazione, ho ricevuto un avviso di garanzia dai magistrati di Caltanissetta ai quali fornirò ogni chiarimento e il mio più ampio contributo all’accertamento della verità», ha confermato la Brandara,

Gli indagati sono complessivamente una trentina.

L'INDAGINE SU CROCETTA. Secondo i Pm della Procura di Caltanissetta "l'associazione a delinquere" si sarebbe fondata su un patto di scambio. Crocetta, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, avrebbe nominato gli assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, vicine a Montante, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative del presidente di Sicindustria. Quest'ultimo avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono (il movimento politico fondato da Crocetta ndr).

 

L'INDAGINE SU CATANZARO. Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro, imprenditore del settore dei rifiuti, ''erano estremamente attivi nel raccogliere informazioni sul magistrato Nicolò Marino'', ex assessore regionale all'Energia e rifiuti non riconfermato, nel 2014, dopo uno dei tanti rimpasti di giunta del governatore Rosario Crocetta che si dimise e poi lanciò pesanti accuse sulle ''istituzioni che hanno coperto il sistema Montante''.

Lo scrivono i magistrati nella richiesta di misure cautelari al gip nell'inchiesta che vede indagato anche Catanzaro. Nell'ordinanza è citata anche la testimonianza di Alfonso Cicero, commissario dell'Irsap che raccontò che Catanzaro ''verso la fine del 2013 - inizi del 2014 - gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier ed un video contenente immagini relative alla vita privata del dott. Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti''.

Non solo: dagli atti dell’inchiesta dei pm di Caltanissetta emerge che  Catanzaro, , era a conoscenza delle notizie riservate su inchieste in corso a carico di Montante.  «I due - si legge nella misura cautelare del gip nisseno in riferimento a Montante e Catanzaro - parlavano tra le altre cose, del contenuto degli atti istruttori che la Procura stava eseguendo in relazione al passaggio di pen drive dal D’Agata (ex capocentro Dia pure indagato ndr) al Montante cui avrebbero assistito oltre al Venturi, anche i predetti Oddo e Bernava in diverse e distinte circostanze».  «Catanzaro - scrive il gip - si mostrava già a conoscenza della vicenda significativo, in tal senso, è che si sia intromesso nel discorso del Montante facendo proprio riferimento alla 'pen drivè senza che lo stesso lo avesse menzionato».

 

ALTRI INDAGATI. Un vero e proprio terremoto, dunque, sconvolge la Sicilia. Un avviso di garanzia, per concorso in corruzione, è stato notificato anche al vice questore aggiunto Vincenzo Savastano, in servizio all'ufficio della polizia di frontiera dell'aeroporto di Fiumicino. Per favoreggiamento sono invece indagate due strette collaboratrici di Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangelosi.

Secondo gli inquirenti avrebbero aiutato l'imprenditore a distruggere alcuni documenti del suo archivio segreto, custoditi dentro una ventina di pen drive, poi nascoste in uno zaino lanciato dal balcone poco prima dell'arresto. Gli investigatori hanno recuperato anche questo materiale.

Intanto, si è avvalso della facoltà di non rispondere il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello, 55 anni, comparso oggi davanti al gip di Caltanissetta perché nei controlli tributari sarebbe stato morbido con le aziende di Antonello Montante e di Massimo Romano in cambio dell'assunzione della propria fidanzata.

L'ufficiale delle "fiamme gialle", già durante la fase delle indagini preliminari, saputo che si stava procedendo nei suoi confronti, volle rendere dichiarazioni ai magistrati inquirenti, smentendo categoricamente ogni collegamento tra la sua attività d'ufficio e il rapporto di lavoro della propria compagna presso una delle ditte di Romano. Ma i pm non gli hanno creduto e ora, su ordine del gip, si trova agli arresti domiciliari.

Per domani è previsto l'interrogatorio di Massimo Romano, il re delle catene di supermercati, un altro dei personaggi-chiave di questa vicenda di dossieraggio, spie e corruzione.

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