Giovedì, 19 Luglio 2018

L'Italia punta alle prime fabbriche extraterrestri

Scienza e Tecnica
Space Rider (fonte: Esa)
© ANSA

Le prime fabbriche 'extraterrestri' si preparano a diventare realtà: già nel 2019 cominceranno i primi test in orbita per sviluppare le tecnologie necessarie a produrre in assenza di gravità a bordo di piccoli satelliti comandati da Terra. L'Italia è in prima fila con l'Agenzia spaziale italiana (Asi), come spiega il suo presidente Roberto Battiston in occasione del convegno 'Mars to Earth 2018', promosso a Palazzo Lombardia dall'associazione Mars Planet per discutere le prospettive di sviluppo industriale, scientifico e civile legate alle tecnologie propedeutiche all'esplorazione di Marte.

"Dai farmaci alle fibre ottiche, sono molti i prodotti che potrebbero avere una marcia in più se fabbricati nello spazio, perché l'assenza di gravità cambia il modo in cui le molecole si assemblano", afferma Battiston. "Per questo puntiamo come agenzia spaziale allo 'space manufacturing' entro i primi anni Venti. Se fino a poco tempo fa le fabbriche nello spazio potevano sembrare fantascienza, ora stiamo già partendo con i primi test. Nel 2019, con il lancio del nanosatellite Dido della compagnia israeliana Space Pharma, daremo l'opportunità a ricercatori italiani e israeliani di condurre le loro ricerche in campo biologico e farmaceutico in orbita, per imparare a usare le nuove tecnologie necessarie in assenza di gravità. Seguirà poi una seconda fase sperimentale con Space Rider, lo shuttle europeo che rimarrà per mesi in orbita per poi tornare sulla Terra riportando il materiale sviluppato a bordo".

Sempre più tecnologie italiane d'eccellenza su Marte
Sono sempre più numerose le tecnologie 'made in Italy' d'eccellenza mondiale che contribuiscono all'esplorazione di Marte: oltre a radar, fotocamere ad alta risoluzione, sistemi di telecomunicazioni e il trapano per la ricerca di forme di vita, si aggiungono ora gli 'occhi di navigazione' della missione Insight, lanciata pochi giorni fa dalla Nasa per studiare le viscere del Pianeta Rosso. Tante le ricadute per l'economia e la società, come rilevano gli esperti riuniti a Palazzo Lombardia per il convegno 'Mars to Earth 2018', promosso da Mars Planet, sezione italiana dell'organizzazione no profit Mars Society.

"Nell'esplorazione di Marte, l'Italia conta molte eccellenze a livello mondiale, che non riguardano solo l'ambito delle telecomunicazioni", spiega Enrico Flamini, professore di esplorazione del Sistema solare all'Università di Chieti-Pescara e associato all'Agenzia spaziale italiana (Asi). "Per fare qualche esempio, sono italiani gli unici due radar in orbita intorno a Marte, sulle missioni Mars Express e Mro, e poi la camera ad alta risoluzione del Trace Gas Orbiter di Exomars, il suo trapano che cercherà forme di vita e gli star tracker che aiuteranno il posizionamento della missione Insight della Nasa". Molto resta ancora da fare, "ad esempio la realizzazione di un nuovo radar Sar capace di fare immagini della superficie del pianeta, per trovare possibili siti per la discesa, e poi ancora sistemi per prelevare, caratterizzare e riportare campioni di Marte sulla Terra". In tutte queste sfide, sottolinea Flamini, l'industria ha un ruolo sempre più centrale, "fin dalle prime fasi di progettazione di nuovi strumenti e missioni", e non solo.

L'industria ha anche il compito di tradurre scoperte e progressi tecnologici 'spaziali' in nuovi servizi per i cittadini sulla Terra, come spiega Giuseppe Aridon, manager di Leonardo. "Non c'è alcuna dicotomia tra lo spazio 'tradizionale', fatto di scoperte scientifiche ed esplorazioni, e il 'new space' di natura commerciale e imprenditoriale: dalle tecnologie ultra sofisticate e costose realizzate ad hoc per grandi missioni, come Rosetta o Exomars, possono derivare tecnologie a costi più contenuti che diventano accessibili negli ambiti più disparati, dalle scienze dei materiali all'intelligenza artificiale, dai pannelli solari all'automatica".

Dall'esplorazione di Marte, ad esempio, "abbiamo imparato moltissime cose riguardo la comunicazione e la guida a distanza", aggiunge Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale del Politecnico di Milano. "Tutto ciò che viene realizzato in un ambiente ostile come quello marziano può avere importanti ricadute: pensiamo ad esempio al superamento degli ostacoli in modo autonomo, che può essere di aiuto ai veicoli a guida autonoma e ai dispositivi di assistenza alla locomozione destinati ai disabili".

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X