Lunedì, 16 Luglio 2018
L'ALLARME

Aggressioni negli ospedali in Sicilia, pronto il piano per la sicurezza: più guardie giurate e videosorveglianza

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Ruggero Razza, assessore regionale alla Salute

Nuova aggressione ad un infermiere del pronto soccorso del Cervello a Palermo. Una vera e propria escalation nell'ultimo mese che aggrava il clima di tensione che si respira negli ospedali siciliani.

Piano straordinario regionale per la sicurezza nei pronto soccorso 
In mattinata l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha annunciato che nei prossimi giorni sarà illustrato il piano straordinario per la sicurezza nei pronto soccorso elaborato dopo la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Una parte dei fondi regionali verranno stanziati per rafforzare il numero di guardie giurate in servizio nei pronto soccorso degli ospedali e incrementare i circuiti di telecamere di videosorveglianza.
L’assessore Ruggero Razza è andato personalmente all’ospedale Cervello per incontrare l'infermiere del pronto soccorso, rimasto vittima di una brutale quanto ingiustificabile aggressione.

I fatti
Ieri pomeriggio intorno alle 18 un'ambulanza del 118 ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Cervello un giovane, con sospetta crisi asmatica e un notevole stato di agitazione. E' stato accolto dall'infermiere del triage e portato in una delle sale del pronto soccorso. Nel frattempo l'infermiere si è dedicato ad una donna con sospetto problema cardiologico, arrivata subito dopo. Intanto nella sala vicina il giovane paziente, agitato, urlava e cercava di rompere tutto quello che gli capitava tra le mani. Una dottoressa è scappata dalla sala urlando e cercando aiuto. Così l'infermiere è intervenuto per bloccare il giovane paziente. Ed è riuscito a calmarlo.

Nel frattempo è sopraggiunta la polizia che  ha riportato la calma. Ma poco dopo intorno alle 20,50 il giovane paziente insieme ad altre tre persone sono entrate nella stanza dell'infermiere e lo hanno aggredito selvaggiamente a calci e pugni. L'infermiere è riuscito a proteggersi e a scappare ma ha riportato vari ematomi in tutto il corpo. La polizia ha identificato gli aggressori.

Solidarietà della Regione al personale medico e paramedico dell’ospedale Cervello
Questa mattina l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza  ha manifestato la propria solidarietà e quella del governo regionale al direttore del pronto soccorso Baldassare Seidita, il commissario Maurizio Aricò e il  Direttore sanitario Pietro Greco. “È l'ennesimo caso di violenza che si consuma ai danni del personale sanitario - ha detto Razza - il primo dopo la manifestazione organizzata dall'Ordine dei medici nel capoluogo siciliano e a pochi giorni dalla sentenza di condanna nei confronti dell'aggressore di una dottoressa, è il triste segnale di una inaccettabile indifferenza da parte di alcuni inqualificabili che non rispettano il lavoro dei camici bianchi”.

Il sindacato Fials sanità chiama in campo i direttori generali degli ospedali
Il segretario generale della Fials sanità, Enzo Munafò, chiama in campo contro le aggressioni i direttori generali delle aziende nella loro qualità di responsabili della sicurezza del personale: “Il personale delle aree d'emergenza e degli ospedali siciliani ormai è terrorizzato. Gli episodi di aggressione si susseguono con un ritmo assurdo e inaccettabile. Si tratta, in taluni casi, di vere e proprie spedizioni punitive messe in atto da energumeni come quella di ieri sera - dice Munafò - e in queste condizioni non basta neanche la presenza di una guardia giurata”.
Secondo il sindacalista occorre un cambio di passo nella lotta alla violenza contro i camici bianchi. “A denunciare non devono essere chiamate le vittime delle aggressioni che sempre più spesso hanno paura di ulteriori ritorsioni - aggiunge Munafò - Ma devono essere i direttori generali delle aziende nella loro qualità di responsabili della sicurezza del personale. La denuncia deve scattare quasi come un atto d'ufficio. Serve una modifica della normativa in modo che le forze dell'ordine procedano all'arresto in flagranza di reato. Solo se i violenti si vedranno ammanettare sul posto davanti a tutti si potrà mettere un argine a questa barbarie”.

 

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