Mercoledì, 19 Settembre 2018

La stazione spaziale cinese ruota più rapidamente

La stazione spaziale cinese Tiangong1 ha cominciato a ruotare un po' più rapidamente, ma ancora non così tanto da costringere a rivedere le stime per il rientro, che continuano a indicare come data probabile intorno alle 12,00 del primo aprile, con una tolleranza di più o meno un giorno. Una stima confermata anche dalle prime previsioni ufficiali del sistema di sorveglianza spaziale americano, lo Joint Space Operations Center (JSpOC) del Comando Strategico USA (USSTRATCOM) 

"Adesso la stazione Tiangong 1 compie un giro completo ogni 2,40 minuti", ha detto all'ANSA Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione 'A. Faedo' del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). "Per il resto - ha proseguito l'esperto - non ci sono particolari novità: le condizioni dell'atmosfera e quelle del campo geomagnetico terrestre hanno continuato a essere tranquille nelle ultime 48 ore e non ha subito variazioni nemmeno il modo in cui il veicolo è orientato nello spazio".

TINGONG 1 OSSERVABILE NEL CIELO
Ultimi passaggi visibili della stazione spaziale Tiangong-1, che a pochi giorni dal suo rientro nell'atmosfera  sta sfrecciando sulle nostre teste a 28.000 chilometri orari, a circa 200 chilometri di quota. Chi volesse provare a osservarla dal vivo potrà farlo venerdì 30 marzo, quando la Tiangong 1  sorvolerà per l'ultima volta l'Italia: spettacolo assicurato al Sud, mentre sarà meno favorevole al Centro e praticamente invisibile al Nord, come spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

Una delle prime immagini della stazione spaziale cinese Tiangong 1 riprese dalla Terra, dall'astrofisico Gianluca Masi (fonte: Gianluca Masi, The Virtual Telescope Project)

"Il passaggio sull'Italia è previsto per il 30 marzo alle prime luci dell'alba, intorno alle ore 6:20. A Palermo - prosegue l'esperto - la stazione spaziale cinese sarà facilmente individuabile a occhio nudo, perché apparirà brillante come la stella Vega e passerà a 60 gradi di altezza. Chi volesse vederla da Roma, invece, faticherà un po' di più: la Tiangong-1 passerà bassa sull'orizzonte e avrà una luminosità ridotta, simile a quella della Stella Polare".

Nessun 'saluto', invece, sopra il Nord Italia: "al momento le stime riferiscono di un possibile passaggio il 2 aprile, ma per quella data, se le previsioni non sbagliano, la stazione spaziale cinese dovrebbe già essere scomparsa". Quello sull'Arizona, invece, "è un passaggio da manuale", sottolinea l'astrofisico. "Prima dell'alba, alle 14:37 ora italiana, la stazione spaziale cinese apparirà brillante come la stella Vega e in tre minuti attraverserà l'intero specchio del cielo passando allo zenit. Proveremo a osservarla con il telescopio ad alto ingrandimento, mentre con le telecamere ad ampio campo cercheremo di mostrare anche la traccia che lascerà fra le stelle".

TIANGONG 1 A QUOTA 200 CHILOMETRI
La stazione spaziale cinese Tiangong 1 si trova adesso alla distanza media di 200 chilometri dalla Terra e a mano a mano che perde energia scende al ritmo di 4 o 5 chilometri al giorno., ha osservato Anselmo.

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 vista dal radar (fonte: Fraunhofer FHR)

ORBITA NON CIRCOLARE
"Considerando che l'orbita percorsa dalla stazione Tiangong 1 non è circolare, possiamo dire che il punto più vicino alla Terra si è abbassato un po' sotto i 200 chilometri e adesso la stazione spaziale cinese sta scendendo abbastanza in fretta", ha osservato Anselmo. Questo, ha spiegato, accade perché più il veicolo perde progressivamente energia, più l'orbita si abbassa. Al momento "è confermata la tendenza secondo cui il rientro potrebbe avvenire il primo aprile con il margine di un giorno in più o in meno, quindi fra il 31 marzo e il 2 aprile".

La fascia contrassegnata in rosso delimita l'area sorvolata dalla stazione spaziale cinese Tiangong 1 (fonte: ISTI/CNR)

TANTE VARIABILI
Al momento ogni previsione è indicativa perchè, ha proseguito Anselmo, "ci sono ancora numerose variabili da prendere in considerazione". Ad esempio, il rientro potrebbe essere anticipato da eventuali tempeste geomagnetiche, oppure potrebbe modificare il modo in cui il veicolo è orientato nello spazio: potrebbe. ad esempio, diventare più aerodinamico.

"Idee ragionevolmente più affidabili sulla finestra di rientro saranno possibili soltanto nelle ultime 36 ore", ha detto ancora Anselmo. Da quel momento in poi, ha aggiunto, comincerà una sorta di "gioco di esclusione" che porterà a cancellare aree sempre più vaste dalla mappa dei possibili siti di rientro.

Se i radar americani, russi e tedeschi continueranno a funzionare regolarmente anche nella settimana di Pasqua "si potrebbe arrivare a una situazione nella quale già 6 ore prima si potrebbe escludere il 97% delle aree della fascia a rischio", quella che si trova fra 42,8 gradi di latitudine Nord e 42,8 gradi di latitudine Sud e che comprende anche l'Italia, da Firenze in giù, accanto a gran parte del Sudamerica e parte di quella centro-settentrionale, l'Africa, l'Asia meridionale, l'Oceania e naturalmente gli oceani.

Il rientro controllato della navetta automatica europea ATV nel 2008 (fonte: ESA)

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