Venerdì, 20 Aprile 2018

Il Sistema Solare 'figlio' di un'enorme bolla

Scienza e Tecnica
La simulazione mostra come si è formata la bolla nel corso di 4,7 milioni di anni inseguito all'intenso vento di particelle emesso da una stella (fonte: V. Dwarkadas/D. Rosenberg)
© ANSA

Il Sistema Solare sarebbe nato da un'enorme 'bolla' soffiata dal vento di particelle emesso da una stella gigante morta tempo prima. E' la teoria pubblicata dall'università di Chicago sull'Astrophysical Journal e che propone un'altra spiegazione alla nascita del Sole e dei suoi pianeti, partendo dal mistero di un'insolita anomalia chimica riscontrata su antiche meteoriti, rispetto a quello che si riscontra nel resto della galassia: carenza di ferro-60 e abbondanza di alluminio-26.

La teoria proposta dai ricercatori di Chicago è un'alternativa a quella tradizionale che prevede che il nostro Sistema Solare si sia formato miliardi di anni fa nei dintorni di una vecchia stella esplosa in una supernova. Lo scenario proposto inizia invece con una stella gigante, grande 40-50 il Sole, che perde massa molto velocemente. Tale perdita avrebbe causato la formazione del guscio di una enorme bolla intorno al nucleo della stella. Questo tipo di stelle, sono conosciute come Wolf-Rayet, e sono stelle massicce molto evolute che hanno la particolarità di rilasciare grandi quantità di alluminio-26 e niente ferro-60. La stessa proporzione chimica che studi precedenti avevano riscontrato su alcune antiche meteoriti risalenti agli albori del Sistema solare.

 
Fonte: V. Dwarkadas & D. Rosenberg

Secondo i ricercatori, questa strana proporzione nel sistema solare primordiale, rispetto al resto della galassia, differisce dall'ipotesi della supernova, perche le supernove producono entrambi gli elementi. Questo ha condotto i ricercatori alle stelle di Wolf-Rayet, che rilasciano molto alluminio-26, e poco ferro-60. Senza contare che "il guscio di una tale bolla è un buon posto per produrre stelle", perché polvere e gas rimangono intrappolati all'interno dove possono condensarsi in stelle, ha spiegato Nicolas Dauphas uno degli autori dello studio, stimando che in simili vivai stellari nascono dall'1 al 16 per cento di tutte le stelle simili al Sole.

 

 

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