Lunedì, 16 Luglio 2018
TENSIONI NEL PACIFICO

La Corea del Nord prepara un nuovo test missilistico

ROMA. La Corea del Nord di Kim Jong-un tira diritto, malgrado le nuove sanzioni varate dall’Onu, che considera un vero atto di guerra e secondo l’intelligence di Seul prepara nuovi collaudi missilistici da lanciare a breve.  Pyongyang, nei giorni scorsi, ha mandato un messaggio chiaro agli Stati Uniti: "Vi illudete e fate un sogno delirante se pensate che rinunceremo al programma nucleare o a quello missilistico". 

Consideriamo queste sanzioni, manipolate dagli Usa e dai suoi seguaci, una grave infrazione della nostra repubblica, un atto di guerra che viola la pace e la stabilità nella regione coreana», ha tuonato nel giorno di Natale il ministero degli Esteri di Pyongyang, secondo il quale inoltre le misure - elogiate da Donald Trump come segno che le Nazioni Unite "vogliono la pace, non la morte» - equivalgono a un «completo blocco economico» per la Corea del Nord. «Se gli Stati Uniti desiderano vivere in sicurezza, devono abbandonare la politica ostile nei confronti di Pyongyang e imparare a coesistere con il Paese che possiede armi nucleari».

Secondo le previsioni di intelligence di Seul, la Corea del Nord «continuerà a migliorare le sue capacità nucleari e missilistiche nel 2018», prevedendo «almeno un altro test» di lancio nei prossimi mesi, dopo i recenti, minacciosi collaudi, coronati da successo, del suo primo missile balistico intercontinentale Icbm, teoricamente capace di raggiungere il territorio continentale americano, e di una bomba all’idrogeno.

Anche se gli esperti giudicano ancora prematuro l’obiettivo di caricare testate nucleari miniaturizzate su missili vettori affidabili. E secondo il quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo, Pyongyang si appresta anche a lanciare il satellite Kwangmyongsong-5, equipaggiato con telecamere di precisione e tecnologie per la comunicazione. Segnali che rendono sempre più incandescente il clima. Anche dopo le accuse dell’esperto della Casa Bianca, Tom Brossert, secondo cui c'è Pyongyang dietro lo spaventoso cyberattacco Wannacry dello scorso maggio, che ha bloccato i computer di mezzo mondo, rischiando di mandare in tilt perfino la sanità britannica. Accusa respinta al mittente oggi dall’ambasciatore nordcoreano all’Onu.

Un’escalation che fa paura in primis alla Corea del Sud, che subirebbe il primo impatto di un attacco del minaccioso vicino. Il ministero della difesa di Seul sta creando una unità speciale che avrà l’incarico di monitorare strettamente Pyongyang, una sorte di torre di controllo che rilevi in anticipo e acceleri la reazione alle provocazioni. Si chiamerà Ufficio per le politiche della Corea del Nord, occupandosi di controllo sugli armamenti, di contrasto delle armi di distruzione di massa e della politica di deterrenza.

Una tensione che in queste ore ha provato ad alleviare Dragon Kim, un americano di origini sudcoreane che è il sosia perfetto di Kim Jong-un: ripreso dalla Bbc, ha fatto scalpore girando per le strade di Seul con accollata uniforme nera, acconciatura e pose come quelli del dittatore del nord. Fra selfie, risate e qualche reazione di sfogo di sudcoreani arrabbiati col vero Kim.

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