Sabato, 20 Ottobre 2018

I pipistrelli ispirano nuovi radar planetari

Scienza e Tecnica
I pipistrelli ispirano nuovi radar planetari (fonte: Università di Trento)
© ANSA

I pipistrelli ispirano i radar per osservare il sottosuolo di Marte e degli altri pianeti del Sistema Solare per ottenere informazioni più precise sulla composizione e la struttura dei pianeti e delle loro lune. Descritta sulla rivista Nature Communications, la tecnologia è stata messa a punto nell'Università di Trento, da Lorenzo Bruzzone e Leonardo Carrer.

Per volare di notte e nel buio più assoluto delle grotte in cui si rifugiano, i pipistrelli 'misurano' l'ambiente e identificano e stimano la distanza degli oggetti, grazie a un sonar biologico che permette loro di emettere ultrasuoni, ovvero onde acustiche a frequenza elevata che non possono essere percepite dall'orecchio umano, e di ascoltare l'eco che rimbalza dai diversi oggetti.

Il segnale di ritorno contiene le informazioni su distanza e grandezza degli oggetti colpiti. Queste informazioni sono molto precise perché, diversamente da alcuni radar, che hanno un raggio d'azione limitato, il sonar dei pipistrelli agisce in due 'bande diverse', grazie alla posizione un po' separata delle orecchie che permette loro di captare l'eco di ritorno con tempi e intensità differenti, fornendo più informazioni.

Ispirandosi a questo meccanismo i ricercatori hanno migliorato l'efficacia delle tecniche per elaborare le informazioni raccolte dai radar. ''Abbiamo applicato l'idea della doppia banda di frequenza per migliorare la definizione delle nostre rilevazioni per studi geofisici effettuati con radar capaci di penetrare sotto la superficie dei corpi celesti del sistema solare'', spiega Bruzzone. In particolare, aggiunge ''questa doppia rilevazione è utile per distinguere in modo accurato tra i segnali provenienti dalla superficie e quelli provenienti dal sottosuolo dei pianeti e delle loro lune". La conseguenza, a esempio, è quella di migliorare la comprensione della struttura geologica dei corpi celesti.

La tecnica è stata sperimentata sull'elaborazione dei dati inviati dalle sonde che stanno esplorando Marte e il prossimo passo, ha detto il ricercatore, "sarà fornire informazioni per la messa a punto di sistemi radar di nuova generazione, capaci di fornire misure più precise''.

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