Lunedì, 22 Ottobre 2018

Il cielo nuvoloso dipende anche dalle stelle

Scienza e Tecnica
Quando i raggi cosmici raggiungono l'atmosfera caricano elettricamente le particelle che vi si trovano. Queste ultime, ovvero gli ioni, aiutano la formazione dei 'semi' da cui si sviluppano le nubi (fonte: H. Svensmark/DTU)
© ANSA

C'è un legame tra le esplosioni stellari e i cambiamenti climatici: quando i raggi cosmici, ossia le particelle cariche di energia prodotte dalle stelle, arrivano sulla Terra interagiscono con l'atmosfera, accelerando la formazione delle nubi. E' quanto dimostra lo studio, pubblicato su Nature Communications, condotto dall'Università Tecnica di Danimarca.

La ricerca spiega, secondo l'autore Henrik Svensmark, dell'Istituto spaziale danese e dell'Università Tecnica di Danimarca, "come le particelle provenienti dallo spazio influenzino il clima sulla Terra e forniscano una comprensione di come i cambiamenti causati dall'attività solare o dall'attività delle supernova possano cambiare il clima".

Quando i raggi cosmici raggiungono l'atmosfera caricano elettricamente le particelle che vi si trovano. Queste ultime, ovvero gli ioni, aiutano la formazione dei 'semi' da cui si sviluppano le nubi: microparticelle (aerosol) con una grande affinità con l'acqua chiamate nuclei di condensazione delle nuvole. Più i nuclei di condensazione sono abbondanti, più le nuvole saranno numerose e il clima sarà freddo perché una maggiore copertura nuvolosa diminuisce il flusso di raggi solari che arriva sulla superficie della Terra e tende ad abbassare la temperatura media del pianeta.

Era noto che circa il 5% del tasso di crescita degli aerosol è dovuto agli ioni, ma gli esperimenti hanno dimostrato che l'esplosione di una supernova non troppo lontana dalla Terra potrebbe alzare la percentuale al 50%. Un tale incremento può avere un impatto significativo sulla copertura nuvolosa e quindi sulla temperatura dell'atmosfera terrestre.

Nell'esperimento è stata riprodotta in laboratorio una porzione di atmosfera terrestre simulando gli effetti dei raggi cosmici su di essa. I test sono durati 2 anni, per un totale di 3.100 ore di campionamento dei dati.

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