Mercoledì, 22 Novembre 2017
EMERGENZA INCENDI

Il Piemonte continua a bruciare, in Val di Susa il fuoco minaccia le case: 600 evacuati

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Incendi divampati a Mompantero in Val di Susa

TORINO. Il Piemonte continua a bruciare. Resta critica la situazione in Valle di Susa, devastata da giorni dagli incendi; ieri otto vigili del fuoco sono rimasti intossicati. Boschi e montagne in fiamme dal Cuneese al Canavese. Centinaia gli evacuati, tra cui gli ospiti di una casa di riposo. Bloccato sospetto piromane nel Biellese. Nuovi roghi anche in Lombardia.

Ci sono boschi e montagne in fiamme dal Cuneese al Canavese e qualche focolaio impegna squadre di intervento anche a Sordevolo, sopra Biella, dove i carabinieri hanno fermato un sospetto piromane. Nel primo pomeriggio di ieri il Corpo dei vigili del fuoco aveva conteggiato undici roghi di grande portata. E ancora si continua in Lombardia, nel Comasco, in provincia di Sondrio e nel Bresciano.

In Valle di Susa gli incendi infuriano da otto giorni. Sono ormai più di seicento le persone evacuate dalle zone della Valle di Susa devastate dagli incendi. Dall'intero abitato di Mompantero, dove il forte vento ha riattizzato dei focolai che sembravano essere sotto controllo, sono state allontanate almeno 450 persone. Quasi duecento sono gli anziani ospiti della casa di riposo, a Susa, per i quali è stato necessario trovare un'altra sistemazione.

Le fiamme hanno cominciato a lambire i dintorni di Susa, dove una casa di riposo con 185 anziani è stata sgomberata: cinque ospiti sono stati sistemati in ospedale, altri sono andati in alberghi e comunità religiose. In città è sorto un centro di accoglienza per duecento persone, mentre un tratto dell'autostrada del Frejus è stato chiuso.

Da Sparone, nel Canavese, una delle località in cui la situazione è più critica, il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, fa sapere che "il ministro Minniti ci ha garantito che tutti i Canadair operativi sono impegnati per il Piemonte". Due sono arrivati dalla Croazia. Ma può capitare che i voli siano impossibili o del tutto inutili per le spesse coltri di fumo o le violente raffiche di vento, capaci di spostare i getti d'acqua a chilometri dall'obiettivo.

Da giorni Torino abbina l'emergenza smog a caligine e odore di bruciato. "Abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno che giornali e tv diano notizie su di noi perché qui la situazione è grave", dice Maria Grazia, una donna che a Meana di Susa respira fumo e vede il cielo rosso e nero. Preoccupazioni e apprensione si mescolano alle proteste: corre voce che ci siano volontari fermi ad Alessandria e Briancon per complicazioni burocratiche, si sente il rombo di un Canadair ma il velivolo è diretto verso un'altra vallata, a Cumiana.

"E' un inferno" dice Massimo B., di professione avvocato, mentre contempla le fiamme che crepitano attorno a Mompantero e minacciano di dilagare dentro Susa. Frazioni evacuate anche in Valle Stura di Demonte, nel Cuneese, dove oggi è salito in visita Alberto Valmaggia, assessore regionale alla montagna. L'incendio viene contenuto con il supporto di tre elicotteri. Il valico internazionale della Maddalena è stato chiuso ai mezzi pesanti a causa della caduta di massi. In Val Varaita le fiamme hanno devastato un bosco di larici nelle vicinanze della diga di Pontechianale. Per raggiungere il tratto interessato i vigili del fuoco hanno dovuto aprirsi una strada da terra. "Mancano i mezzi aerei - commenta il sindaco di Casteldelfino, Alberto Anello - ma comprendiamo la situazione di emergenza del Piemonte".

 

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