Lunedì, 20 Novembre 2017
VATICANO

Il Papa proclama 35 nuovi santi: "Dio è contro l'egoismo, o con lui o con soldi e piaceri"

Sicilia, Cronaca
Papa Francesco

CITTÀ DEL VATICANO. «Ecco come si prendono le distanze dall’amore, non per cattiveria, ma perché si preferisce il proprio: le sicurezze, l’auto-affermazione, le comodità...», ha detto papa Francesco durante la messa in Piazza San Pietro per la canonizzazione di 35 nuovi santi.

Allora, ha spiegato commentando il Vangelo del giorno, «ci si sdraia sulle poltrone dei guadagni, dei piaceri, di qualche hobby che fa stare un po' allegri, ma così si invecchia presto e male, perché si invecchia dentro: quando il cuore non si dilata, si chiude, invecchia. E quando tutto dipende dall’io - da quello che mi va, da quello che mi serve, da quello che voglio - si diventa pure rigidi e cattivi, si reagisce in malo modo per nulla». «Allora il Vangelo ci chiede da che parte stare - ha proseguito -: dalla parte dell’io o dalla parte di Dio? Perché Dio è il contrario dell’egoismo, dell’autoreferenzialità. Egli, ci dice il Vangelo, davanti ai continui rifiuti che riceve, davanti alle chiusure nei riguardi dei suoi inviti, va avanti, non rimanda la festa. Non si rassegna, ma continua a invitare. Di fronte ai 'nò, non sbatte la porta, ma include ancora di più».

«Dio, di fronte alle ingiustizie subite - ha detto ancora -, risponde con un amore più grande. Noi, quando siamo feriti da torti e rifiuti, spesso coviamo insoddisfazione e rancore. Dio, mentre soffre per i nostri 'nò, continua invece a rilanciare, va avanti a preparare il bene anche per chi fa il male».
«Perché così fa l’amore; perché solo così si vince il male - ha concluso -. Oggi questo Dio, che non perde mai la speranza, ci coinvolge a fare come Lui, a vivere secondo l’amore vero, a superare la rassegnazione e i capricci del nostro io permaloso e pigro».

Pronunciando la rituale formula di canonizzazione durante la messa in Piazza San Pietro, papa Francesco ha proclamato 35 nuovi santi: i brasiliani Andrea de Soveral e Ambrogio Francesco Ferro, sacerdoti diocesani, e Matteo Moreira e 27 compagni martiri, protomartiri del Brasile nel 1645; i messicani Cristoforo, Antonio e Giovanni, adolescenti martiri, protomartiri del Messico nel 1527 e 1529; lo spagnolo Faustino Míguez (1831-1925), sacerdote professo dell’Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (Scolopi), fondatore della Congregazione delle Suore Calasanziane Figlie della Divina Pastora; e infine l’italiano Angelo da Acri (1669-1739), calabrese, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, detto l’"apostolo delle Calabrie».

All’annuncio del Papa, un grande applauso si è levato dalla folla dei fedeli, con gruppi di pellegrini e delegazioni ufficiali provenienti dai Paesi d’origine dei nuovi santi, presente in Piazza San Pietro.

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