Martedì, 24 Ottobre 2017
LEGGE ELETTORALE

Alta tensione sul Rosatellum 2.0, Pd in contrasto con Grasso

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Il presidente del Senato Pietro Grasso

IMOLA. Martedì la partita entrerà nel vivo con la presentazione degli emendamenti e il voto del testo base in commissione. Ma, se pure reggerà l'accordo con Fi, Lega e Ap, il Pd rischia di vedersi affossato il Rosatellum 2.0 dai franchi tiratori, nei tanti voti segreti in Aula alla Camera. Perciò la tensione sulla legge elettorale è già alle stelle.

Matteo Orfini si incarica, per la seconda volta, di replicare con durezza alle critiche del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha chiesto ai partiti di non pensare solo alla loro "convenienza". "Usa argomenti da antipolitica", attacca Orfini. I Cinque stelle annunciano una battaglia durissima al testo.

Luigi Di Maio denuncia la proposta di legge come "antidemocratica" e "anti-M5s". Ma in realtà - sostengono i Dem - i Cinque stelle sono contrari perché sanno di non avere candidati forti nei collegi uninominali. "Sono fiducioso nonostante il disfattismo M5s", mostra tranquillità il capogruppo Pd Ettore Rosato, primo firmatario del testo. Ma il timore è che i voti segreti su temi come il voto disgiunto e le preferenze, diventino bersaglio di franchi tiratori di ogni partito (Pd incluso).

La cautela al Nazareno è tanta e Renzi sceglie di restare fuori dalla partita e non citare neanche lontanamente il tema legge elettorale (ma non parla neanche di un'altra legge delicata come lo ius soli) nel discorso di chiusura della festa dell'Unità. E' alla luce delle difficoltà dell'impresa, che i dirigenti Dem non dissimulano il disappunto per le parole di Grasso, che ha sostenuto che l'accordo tra i partiti non può essere blindato e non si può bloccare la riforma "se cambia una virgola".

Così, sostiene un parlamentare renziano, non solo dà sponda a chi da sinistra contrasta la legge, ma rende anche più difficile il tentativo in atto di serrare i ranghi dei partiti che hanno siglato l'intesa perché fa sentire i singoli più liberi di votare in dissenso dal gruppo, nella convinzione che comunque la legge andrà avanti. E allora se Grasso invita a guardare agli interessi dei cittadini e non dei partiti, Orfini sibila: "Mettere in contrapposizione la volontà dei cittadini a quella dei partiti è un argomento usato spesso soprattutto dalle forze che puntano sull'antipolitica. Grasso, che stimo, commette un errore".

A difendere il presidente del Senato ci pensa Mdp, che parla di "scollamento del Pd dagli elettori" e invoca il Mattarellum. Ma Grasso, che in settimana sarà ospite della festa di Mdp a Napoli, per ora sceglie di non replicare.

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