Mercoledì, 13 Dicembre 2017

Baby boom stellare

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica di un quasar (fonte: Nasa)
© ANSA

Baby boom stellare in 16 lontanissime galassie, fra le più luminose finora note: il ritmo con cui si formano nuove stelle è vertiginoso e arriva fino a 4.000 nuovi astri come il Sole ogni anno. In confronto, nella Via Lattea, ogni anno si accende appena una stella come il Sole. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysiscs e coordinato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Queste galassie sono dei cosiddetti quasar ultra luminosi: hanno un nucleo brillantissimo e un'intensa emissione radio. La radiazione emessa da queste remote galassie è prodotta dai buchi neri giganteschi che risiedono al loro centro e che hanno masse comprese tra 3 e 60 miliardi di volte quelle del Sole. Questi oggetti cosmici si trovano a enorme distanza da noi: per esempio il più lontano dei 16 studiati è a 12,5 miliardi di anni luce e significa che la sua luce è stata emessa quando l'universo aveva meno di un miliardo di anni.

L'indagine si è concentrata sull'analisi della emissione nell'infrarosso di queste galassie selezionate dal catalogo Wissh, basato sui dati delle missioni spaziali Wise, della Nasa, ed Herschel, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). L'emissione infrarossa nei quasar è tipicamente dovuta alla polvere riscaldata dalla radiazione emessa dal buco nero centrale e dalle stelle calde giovani distribuite nella galassia. Per questo, lo studio accurato di tale emissione ha permesso di derivare il numero di nuove stelle che si formano nelle 16 galassie. ''Quello che abbiamo scoperto è che queste sorgenti non solo hanno proprietà del nucleo 'estreme' ma anche le caratteristiche della galassia ospite sono assolutamente fuori dall'ordinario'', ha detto la prima autrice Federica Duras, dottoranda dell'Istituto Nazionale di Astrofisica a Roma e dell'Università Roma Tre.

Queste galassie formano stelle ad un ritmo elevatissimo, tra i 1000 e i 4000 astri come il Sole all'anno. Secondo Angela Bongiorno, dell'Inaf di Roma, ''questo tasso di formazione stellare è semplicemente stupefacente''.

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