Venerdì, 24 Novembre 2017

Ad Alfedena l'epopea di Bonatti

   ALFEDENA- Oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e impervi della terra, raccontando la passione per l'avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande alpinista, esploratore e fotografo.
    Il racconto per immagini della straordinaria esperienza di vita di Walter Bonatti è in mostra fino al 27 agosto nel borgo montanaro di Alfedena (Aq) ai piedi dei monti della Meta nella fascia di protezione esterna del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
    Promossa dalla locale Pro Loco con il patrocinio del Comune di Alfedena e in collaborazione con l'Associazione Sali d'Argento, "Walter Bonatti - Fotografie di un incontro con l'ignoto", curata da Gaetano Di Filippo, è ad ingresso gratuito. In 39 immagini ripercorre tappe fondamentali dell'attività dell'alpinista ed esploratore bergamasco, legate per lo più alla sua pluriennale esperienza di reporter e inviato molto speciale per il settimanale Epoca. Un percorso complesso ed emozionante che ne rivela attraverso le fotografie, la passione e l'impegno e soprattutto lo sguardo sul mondo. E offre una nuova occasione per esaminare da vicino la figura umana e professionale di Bonatti, nella sua poliedrica dimensione di esploratore e alpinista e di fotografo e narratore in prima persona delle sue imprese negli angoli più remoti della Terra: mondi lontani, affascinanti e insoliti per la maggior parte dei suoi affezionati lettori, raccontati da un personaggio altrettanto affascinante che attraverso le pagine di Epoca, ne ha invitate almeno tre generazioni a spingere lo sguardo verso orizzonti allora sconosciuti ai più.
    La mostra, versione ridotta e riorganizzata della più ampia "Walter Bonatti - Fotografie dai Grandi Spazi" organizzata da Contrasto e curata da Alessandra Mauro e Angelo Ponta, è stata realizzata grazie agli eredi di Walter Bonatti, che hanno consentito e favorito l'utilizzo delle immagini selezionate. Le immagini esposte fanno parte dell'Archivio Bonatti, donato dai suoi eredi al Museo nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" di Torino.(ANSA).
   

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