Giovedì, 21 Settembre 2017

Nella saliva umana il 'fantasma' di un misterioso parente dell'uomo

Scienza e Tecnica
Trovate nella saliva le tracce di una specie 'fantasma' che può aver contirbuito al Dna degli antenati degli attuali abitanti dell'Africa Sub-Sahariana di oggi (fonte: Bob Wilder/University at Buffalo)
© ANSA

La saliva conserva ancora il 'fantasma' di un misterioso parente dell'uomo, una specie sconosciuta che l'Homo Sapiens ha incontrato circa 150.000 anni fa, lasciando la sua 'firma' nel Dna degli attuali abitanti dell'Africa Sub-Sahariana. Una prova ulteriore che gli incontri sessuali fra specie umane arcaiche non erano poi così rari. Lo spiegano sulla rivista Molecular Biology and Evolution i ricercatori dell'università di Buffalo, guidati da Omer Gokcumen.

Dopo le tracce di incroci trovate in Asia e in Europa tra gli antenati dei Sapiens con le prime specie di ominidi, come Neanderthal e Denisovan, ora questa nuova ricerca indica che ci sono stati anche in Africa. "Sembra che gli incroci tra le prime diverse specie di ominidi non siano state un'eccezione, bensì la norma", commenta Gokcumen. Una conclusione cui i ricercatori sono arrivati tracciando una proteina della saliva, Muc7, che è quella che contribuisce a darle la sua consistenza viscida e aiuta a eliminare dalla bocca i batteri che causano malattie.

L'analisi della proteina, fatta sul genoma di oltre 2.500 uomini di oggi, ha così 'regalato' una sorpresa: i genomi di 130 persone dell'Africa sub-sahariana avevano una versione del gene molto diversa da quella di altri uomini moderni. Una variante così peculiare che i geni della stessa proteina, appartenenti a Neanderthal e Denisovan, sembravano più simili a quelli dell'uomo moderno rispetto a quelli di questa variante 'anomala' sub-sahariana.

"La spiegazione più plausibile è che ci sia stata l'introduzione di materiale genetico da una specie 'fantasma' di un antico ominide, che potrebbe essere una già nota o ancora da scoprire. La chiamiamo fantasma perchè non abbiamo i resti fossili", prosegue Gokcumen.

Sulla base del tasso con cui i geni mutano nel corso dell'evoluzione, i ricercatori hanno calcolato che l'incrocio tra gli antenati dell'uomo con questa antica specie 'fantasma' è avvenuto circa 150.000 anni fa, cioè dopo che il percorso evolutivo delle due specie aveva preso strade diverse 1,5-2 milioni di anni fa.

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