Venerdì, 22 Settembre 2017

Il menu salva-gusto vince in 9 casi su 10, anche nello spazio

Nel carrello della spesa, secondo una recente ricerca Nielsen, un cibo si sceglie se pratico, quando cioè ci permette di risparmiare tempo, gustoso, buono e sano. Tuttavia, secondo la stessa ricerca Nielsen, solo il 9% delle persone sono disposte a rinunciare al gusto per avere un prodotto salutista. Il piacere della tavola dunque è una priorità per la stragrande maggioranza (91%) delle persone, anche in situazioni di viaggi estremi come una traversata oceanica, la conquista di una vetta himalayana e persino una missione nello spazio.

Il primo astronauta italiano a introdurre nel menu a bordo navetta lasagne e tiramisù, come ha ricordato Stefano Polato, chef veneto e responsabile dello Space Food Lab di Argotec in una recente lezione al Master in Cultura del cibo e del vino a Ca' Foscari Challenge School a Venezia, è stato Luca Parmitano esportando a bordo della missione Volare anche riti della Dieta Mediterranea: il pasto conviviale e il pranzo della domenica, il premium food dunque a livello nutrizionale e un comfort food a livello psicologico.

Ma è con Samantha Cristoforetti che si è provato, ha detto lo chef Polato, quanto l'olio d'oliva possa ravvivare persino un'insalata disidratata, e come un menu gustoso possa anche ottimizzare il fabbisogno energetico e la digeribilità. Nei pasti quotidiani della Cristoforetti, curati dallo stesso Polato di Argotec, immancabili la frutta stabilizzata, la frutta secca e i grani come i semi di zucca, le barrette con cereali e quinoa, e l'alga spirulina. ''Nutrirsi in modo sano è roba di ragazzi'' ha detto l'astronauta Sam che per la missione Futura ha puntato con decisione sul cibo funzionale. ''A bordo si completa l'orbita terrestre ogni 90 minuti e il ciclo sonno-veglia è completamente stravolto, - ha sottolineato Polato - il cibo deve perciò essere altamente digeribile, da qui l'abbondanza di fibre e farro in ogni porzione''.

''Per pensare al cibo del futuro nella scelta degli ingredienti - ha detto lo chef - sono tornato indietro studiando le qualità del regime alimentare dei nostri nonni. Innovative invece le tecniche di conservazione ed erogazione del cibo. Nello space food indispensabile in cucina - ha precisato Polato - utilizzare anche trattamenti non termici come le alte pressioni idrostatiche, i campi elettrici pulsanti, gli ultravioletti, l'ozonizzazione, il plasma a freddo, la Co2 in fase supercritici. Hi-tech anche i trattamenti termici per preparare un pasto per astronauti, dai raggi infrarossi all'ohhico fino al microonde a ultrasuoni.

Nello spazio come a terra, nella vita di tutti i giorni, gli antiossidanti sono il futuro della dieta. Non siamo riusciti a introdurre nelle missioni spaziali il vino che è il principe degli antiossidanti per la concentrazione di resveratolo, insieme al mirtillo e il cavolo. Ma dopo oltre 30 mesi di ricerca siamo riusciti a erogare a bordo un caffè in cialda in orbita, studio che ha tre brevetti esclusivi e che ha esportato un altro must dello stile italiano a 400 km di altezza, in questa speciale tavola in microgravità''.

© Riproduzione riservata

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