Lunedì, 21 Agosto 2017

La replicazione del Dna à 'anarchica', le prove in un video

Scienza e Tecnica
La scoperta che il Dna si replica in modo anarchico costringe a rivedere le teorie di base della genetica (fonte: Nogas1974)
© ANSA

Filmato per la prima volta il processo di replicazione del Dna, che serve a produrre due copie identiche della stessa molecola della vita: le immagini mostrano una sequenza di eventi piu' caotica e disordinata del previsto, con enzimi che operano a singhiozzo, agendo con velocita' differenti e senza alcuna coordinazione. La scoperta di questa imprevista 'anarchia', che impone di rivedere alcune delle teorie alla base della genetica, e' pubblicata sulla rivista Cell dai ricercatori dell'Universita' della California a Davis in collaborazione con lo Sloan Kettering Cancer Center.

Armati di sofisticate tecnologie per la visualizzazione e di una buona dose di pazienza, i biologi hanno osservato la replicazione di una molecola di Dna del batterio Escherichia coli, monitorando passo dopo passo l'attivita' delle tre 'macchine enzimatiche' responsabili delle operazioni: l'elicasi, che apre la doppia elica di Dna come una zip separando i due filamenti che la compongono; la primasi, che si lega al singolo filamento di Dna per produrre una sequenza di innesco che da' il via alla replicazione; la Dna polimerasi, che partendo dall'innesco sintetizza il nuovo filamento complementare di Dna.

Osservando attentamente le immagini, i ricercatori hanno scoperto che la duplicazione dei due filamenti di Dna avviene in maniera del tutto scoordinata, con enzimi che lavorano a singhiozzo fermandosi e riprendendo le attivita' con velocita' che variano anche di dieci volte. Il risultato che si ottiene alla fine sembra frutto di una coordinazione, ma in realta' e' solo il prodotto di un processo casuale fatto di continui stop e ripartenze a velocita' variabili. La dinamica ricorda quella dei veicoli in autostrada: "a volte il traffico scorre piu' veloce lungo una corsia, a volte invece e' piu' rapido nell'altra. Ma sulla lunga distanza - precisano i ricercatori - si arriva nello stesso posto alla stessa ora".

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