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M5s, caso firme false: la base sta con Grillo

PALERMO. La nuova «mannaia» di Grillo sui deputati siciliani per i quali si è stata fatta la richiesta di rinvio a giudizio per il caso firme false, spiazza parlamentari e base, o almeno quelli che sono stati in grado di leggere le comunicazioni del garante sulla sua pagina Fb e poi in calce ad un post di Di Maio sul blog.

Sul profilo Fb di Grillo, fatta eccezione di quanti scrivono pur non essendo palesemente del Movimento, prevalgono sentimenti di dispiacere ma soprattutto di vicinanza con la decisione di Grillo.

«Avanti cosi Beppe via tutti i voltagabbana"; "Cacciateli. O sarete come altri. Stop"; «Giusto.....prima di tutto la tutela al Mov !» scrivono i più. Andrea minimizza: "Grande M5s che fa rispettare le regole per primo al proprio interno! Anche se veramente questa vicenda delle firme ricopiate è una sciocchezza di una gravità minima amplificata a dismisura solo per un ritorno mediatico!». Giovanni si rivolge a Grillo per dirgli che «è un peccato che vengono sospesi dal gruppo parlamentare del M5S, è una perdita per il gruppo e per il popolo che vota 5 stelle. Speriamo che ne escono puliti al più presto, credo nella loro onesta è solo uno dei tanto attacchi di una parte della magistratura deviata e alleata dei poteri forti». Emanuele ritiene «inammissibile che in piena campagna elettorale gli indagati se ne escano con queste dichiarazioni. Nuti ci vuole anche coscienza..».

E proprio Riccardo Nuti, candidato sindaco a Palermo in occasione delle elezioni a cui si riferisce l’indagine sulle firme false, tace: sul suo profilo, tuttavia, da ieri fioccano commenti. «Pessimo capitolo quello delle firme false. Avete dato un colpo terribile alla credibilità del Movimento 5 Stelle a Palermo. La sospensione non implica il fatto che lei resti deputato, percepisca l’indennità e utilizzi il simbolo dei 5 stelle. Avete distrutto un movimento a Palermo facendolo diventare una piccola riserva. Vi dovreste vergognare. Solo vergognare» gli scriveva ieri Marzio che bacchetta i deputati siciliani che ieri avevano denunciato una manovra per «toglierci di mezzo». «Questo è il linguaggio dei vecchi politici» li bacchetta sempre Marzio. Emanuele prende invece le loro difese: «Forse si dovrebbero vergognare quei parlamentari regionali e quelle persone che dall’interno hanno avviato questa tresca volta solo ed esclusivamente a lasciare campo libero a questi personaggetti bucherellati». Anche Irene li difende: «Quello che hanno architettato per fare fuori Riccardo e gli altri è vergognoso... Si sta palesando una deriva 5 stelle subdola e calcolatrice! Povera Palermo e povera Sicilia!E speriamo di non dover dire povera Italia!!».

Sul blog, invece, quasi nessuno si è accorto della comunicazione del garante. Un iscritto però bacchetta Grillo: «Se c'è una cosa che mi dà la nausea è questo metodo! Ma lo sa o no il nostro garante che un procedimento di questa natura può essere impugnato proprio in sede civile... che... per mancanza di riservatezza... può rendere nulli tutti gli eventuali provvedimenti a esso conseguenti?».

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