Mercoledì, 26 Luglio 2017
RICICLAGGIO

"Auto e ricambi venduti sul web": inchiesta tra Catania, Siracusa e Ragusa

RAGUSA. Otto indagati, cinque dei quali posti agli arresti domiciliari e uno all'obbligo di firma. Sei abitazioni, due negozi di ricambi e tre magazzini perquisiti. Sequestrate parti meccaniche e di carrozzeria di 43 auto rubate tra il 2015 e il 2016: 37 nel Catanese, cinque nel Siracusano e una nel Barese, per un valore complessivo delle vetture stimato in circa 500.000 euro.

Giro di affari del sodalizio criminale sui 25.000 euro mensili. Sono le cifre dell'operazione della polizia stradale di Ragusa su un giro di vendita di parti auto rubate su Internet, in tutto il territorio nazionale. Sono 3.800 gli annunci di vendita ricambi «postati» sui siti più importanti di vendita online. La consegna avveniva con corrieri di ditte completamente all'oscuro della vicenda. Indagini sono state estese adesso anche a Novara dove è stata rintracciata una Fiat 500 rubata a Catania. Le indagini erano state avviate dalla polizia di Stato dopo che il proprietario di un'auto rubata aveva riconosciuto parti della sua vettura in vendita sul Web.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Gip Claudio Maggioni, su richiesta del procuratore Carmelo Petralia e del sostituto Gaetano Scollo. Agli arresti domiciliari sono stati posti: Rosario Migliore, di 50 anni, Filippo Maltese, di 43, Gianluca Ricciardi, di 36, Patrizia Roccasalvo, di 49, e Salvatore Vaccaro, di 46 anni. L'obbligo di firma è stato imposto a un incensurato di 50 anni. Indagati due presunti fiancheggiatori.    All'esecuzione delle misure cautelari hanno partecipato agenti della polizia Stradale di Ragusa, del Compartimento Polizia Stradale di Catania e della Sezione Polizia Stradale di Siracusa.

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