DOPO LE POLEMICHE

"Io come Hitler", si scusa il presidente delle Filippine

Sicilia, Mondo

MANILA. Dopo essersi paragonato ad Adolf Hitler e aver espresso il desiderio di "uccidere tre milioni di tossicodipendenti", il presidente filippino Rodrigo Duterte ha deciso di chiedere scusa agli ebrei di tutto il mondo. Parlando a Bacolod, una città nelle Filippine centrali, il leader ha rivolto "le sue scuse più sentite alla comunità ebraica" spiegando che con le sua frasi "non avevi intenzione di sminuire la memoria dei 6 milioni di ebrei uccisi dai tedeschi".
Già sotto il fuoco di critiche internazionali per la scia di sangue lasciata dalla sua 'guerra alla droga' e per gli insulti rivolti ai maggiori leader mondiali, due giorni fa il presidente filippino concludendo una conferenza stampa nella città di Davao, dove è stato sindaco per 20 anni, aveva detto: "Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei". E poi aveva aggiunto: "Ci sono tre milioni di tossicodipendenti. Sarei felice di massacrarli" per "salvare la prossima generazione dalla perdizione".

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