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IL PREMIER A PRATO

No alle Olimpiadi a Roma, Renzi: "Non si fermano le grandi opere ma si fermano i ladri"

PRATO. "L'Italia non avrebbe mai accettato di essere compartecipe di un disegno al ribasso, di vivacchiare, l'Italia non potrà mai accettare che la Ue sia solo un luogo di burocrazia". Lo ha detto il premier Matteo Renzi oggi a Prato ad un incontro per il 'Sì' al referendum.

"Le regole le devono rispettare tutti anche chi come la Germania ha un surplus, che se investito avrebbe dato una mano. E' finita l'epoca degli egoismi, tutti. Se pensano di intimorire me, hanno sbagliato persona e se pensano di intimorire l'Italia non sanno cosa sia l'Italia".

Sul no dei cinquestelle alle Olimpiadi a Roma ha commentato: "Non si fermano le grandi opere ma si fermano i ladri. Se invece dici di no, hai paura, ti fermi davanti una grande sfida e preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere".

E ancora: "L'Italia è divisa - dice - tra chi sta alla finestra a guardare e chi sta nell'arena e se vede una cosa che non va la cambia. Questa è la differenza tra la politica e il bar dello Sport. Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è una incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città". Lo ha detto il premier Matteo Renzi oggi a Prato. "E se tu hai davanti otto anni - ha aggiunto - se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci. Non si fermano le grandi opere, si fermano i ladri. Se invece dici no e hai paura hai sbagliato mestiere".

Sul terremoto: "Da presidente del Consiglio vi dico che non basta essere bravi nell'emergenza. Oggi dobbiamo prendere un impegno, è dura piangere il giorno dopo tutte le volte, è dura vedere le vittime del dissesto idrogeologico. Quindi mi sento di fare una proposta a tutti i partiti, li invito a mettere da parte le distinzioni politiche, litighiamo su riforme, legge elettorale, jobs act, ma sulla tutela del territorio dei nostri figli facciamo un patto comune. Mettiamo in campo un cambiamento: invece di piangere il giorno dopo pensiamo alle prossime generazioni".

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