Rania di Giordania a Firenze: il mondo ha bisogno di nuovo rinascimento - Foto

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Ha partecipato alla cena della Celebrity Fight Night, per raccogliere fondi perl’Andrea Bocelli Foundation e il Mohammed Ali Parkinson Center (Fonte Ansa)
Ha partecipato alla cena della Celebrity Fight Night, per raccogliere fondi perl’Andrea Bocelli Foundation e il Mohammed Ali Parkinson Center (Fonte Ansa)

FIRENZE. «Il nostro mondo ha disperatamente bisogno di un nuovo Rinascimento, che spinga l'umanità a dare il meglio proprio quando la posta in gioco è più alta. Agire, non esitare. Venirsi incontro, non tirarsi indietro. Creare e celebrare la bellezza, non solo per se stessa ma per il bene dell'umanità». Così la regina Rania di Giordania arrivata ieri sera Firenze dove, in Palazzo Vecchio ha ritirato l'Andrea Bocelli award durante la cena della Celebrity Fight Night, per raccogliere fondi per l'Andrea Bocelli Foundation e il Mohammed Ali Parkinson Center.

«È un piacere tornare in una delle mie città preferite al mondo per ricevere questo premio - ha detto -. Questo perchè è molto di più che semplicemente una bella città. Firenze è la culla del Rinascimento». «La domanda che dobbiamo porci nel navigare la crisi dei nostri tempi» ha poi aggiunto, è «quale sarà la nostra eredità? La posta in gioco non potrebbe essere più alta.

In questo momento, ci sono forze al lavoro, in Siria, Iraq, Sud Sudan, Nigeria e oltre, determinate a trascinarci in secoli bui. Minacciati dai nostri progressi, vogliono farci vivere in un mondo di bianco e nero in cui l'unico colore è il rosso del sangue. Vogliono mettere a tacere il linguaggio universale della musica e il potere curativo di suoni e canzoni.

E, come abbiamo visto, troppo spesso, la loro priorità nell'aggredire un'area è quello di distruggere il suo patrimonio culturale, ogni segno di civiltà, da Palmira all'antica città assira dell'Iraq di Nimrud. Essi hanno dichiarato guerra a tutta la civiltà, ma forse il loro attacco più doloroso è quello all'innocenza dell'infanzia» ha aggiunto citando Omran Daqneesh, il bimbo salvato, il mese scorso, dalle macerie dopo un attacco aereo ad Aleppo, con «il suo silenzio gridato al mondo».

«È questa la nostra eredità da lasciare alle generazioni future? -ha proseguito - Civiltà in rovina, l'infanzia sepolta per sempre sotto le macerie di guerra e indifferenza? Credo di no». Rania di Giordania ha poi ricordato Michelangelo che «scelse di raffigurare Davide appena prima della battaglia», in «quella frazione di secondo tra la scelta consapevole e l'azione. ?Siamo in quel momento».

Spiegando che c'è bisogno di un nuovo Rinascimento ha spiegato che esaltando «la bellezza, si esaltano il progresso e la tenacia. Dobbiamo contrastare la bruttezza di quelle forze che cercano di devastarci. E ridare energia al nostro istinto per il comune decoro e comunanza di sentimenti. L'istinto che ci vede combattere per gli oppressi, e parlare in vece di coloro che sono stati messi a tacere. Facciamo in modo, attraverso le nostre diverse origini etniche e culturali di definire un'eredità che il mondo ancora possa celebrare per mezzo millennio a partire da oggi».

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