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UNIVERSITA'

Al via i test di Medicina in tutta Italia, a Palermo più di duemila: ne passerà uno ogni otto

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PALERMO. Aspiranti medici alle prese con i test di ammissione ai corsi di laurea di Medicina e Odontoiatria. A Palermo, sono 2262 gli studenti candidati per 293 posti disponibili. In media, quindi, ne passerà uno ogni otto.

I test sono iniziati alle 8, nelle aule dell'Edificio 19 nella Cittadella universitaria di viale delle Scienze.

A sostenere le prove d'ingresso in tutti gli atenei d'Italia stamattina ci sono 62.695 aspiranti camici bianchi (oltre duemila persone in più rispetto all'anno scorso), per un totale di  10.132 posti disponibili (9.224 per Medicina e 908 per Odontoiatria): passerà dunque circa un candidato su sei.

A Palermo, Medicina e odontoiatria  ha registrato il maggior numero di candidati, 2262, rispetto agli altri corsi di laurea. Così pure, la Scuola di Medicina e chirurgia (che racchiude anche i corsi di infermieristica, fisioterapia, logopedia, eccetera) si piazza seconda, dopo quella di Scienze umane e del Patrimonio culturale, per numero di studenti iscritti ai test di ammissione nei vari corsi (5063 il totale). Quasi la metà, dunque, svolgerà le prove oggi.

La prossima settimana toccherà invece ai candidati di tutti gli altri corsi di laurea della Scuola di Medicina e Chirurgia, per i quali i test d'ingresso si terranno martedì 13 settembre, dalle 9 alle 11. I corsi di laurea in questione sono Assistenza sanitaria Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica, Ostetricia, Tecnica della riabilitazione psichiatrica,  Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico e Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia.

Intanto, da stanotte davanti alla sede del Miur protestano gli studenti dell'Udu e della Rete degli studenti medi  contro i test di ingresso all'università. Con il blitz davanti al Ministero dell'Istruzione «abbiamo voluto ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi forma di numero chiuso -precisa Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Udu -. I bandi contengono elementi peggiorativi rispetto al passato, come la diminuzione sostanziale dei posti disponibili (se ne perdono più di 1000, di cui 300 a medicina). In questo modo moltissimi potenziali studenti sono buttati fuori dalle università, e si vedono negata la possibilità di scegliere il proprio futuro».

 

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