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FORMULA UNO

Gp del Belgio: vince Rosberg, sesta la Ferrari di Vettel

ROMA. Caos, incidenti, safety-car vere e virtuali, ma alla fine vince sempre la Mercedes. A dominare il Gran Premio del Belgio, in una Spa mai assolata come oggi, è stato Nico Rosberg capace di mettersi alle spalle dall'inizio alla fine della corsa tutti e tutto quanto accaduto dal semaforo verde alla bandiera a scacchi. A cominciare dalla partenza disastrosa delle Ferrari che, spinte dalla Red Bull del giovane Max Verstappen, ormai troppo spesso al limite tra lotta e scorrettezza, si toccano alla prima curva e finiscono ai box compromettendo subito la gara. Solo grazie alle varie neutralizzazioni ed alla bandiera rossa, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen riescono a chiudere rispettivamente sesto e nono.

Super rimonta di Lewis Hamilton partito in ultima fila per tre sostituzioni della Power Unit e capace di finire sul podio dietro ad un ottimo e sempre più sorridente Daniel Ricciardo.

Un Gran Premio del Belgio che scatta mettendo fuori gioco all'istante i sogni di gloria delle Ferrari che partivano dalla seconda fila ed erano date per sicure sul podio grazie al passo gara dimostrato ed alla migliore confidenza della Rossa con le gomme alle alte temperature. E invece sulla strada verso una bella corsa della scuderia di Maranello si è messa la Red Bull  di Verstappen che, spinto forse dalla sua immaturità e dall'entusiasmo dei tanti tifosi olandesi arrivati a Spa-Francorchamps, ce l'ha messa tutta per rovinare i piani della Rossa, non solo in avvio ma anche in gara a duello con Raikkonen. Un comportamento che farà discutere e per cui il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene ha parlato con la federazione «abbiamo chiamato la FIA chiedendo spiegazioni. Non è nello stile Ferrari urlare le cose ai quattro venti, ma nemmeno non farsi sentire. Quindi ci siamo fatti sentire, abbiamo detto quello che dovevamo dire». Manovre quelle del 19enne olandese che hanno scatenato l'ira dell'ex campione del mondo e oggi commentatore di Sky Jaques Villeneuve: «quando hai un deficiente li in mezzo cosa devi fare..., la Fia ha deciso forse di creare un personaggio. È completamente colpa di Verstappen, dà sempre la colpa agli altri e per me non è un uomo. Non gli danno mai penalità, e così è sempre peggio, rischia di ammazzare qualcuno così».

A rimettere in corsa le Ferrari, ma solo per poter portare a casa qualche punto è arrivata prima una safety-car virtuale per i vari abbandoni in avvio di Ericsson, Sainz, Button e Wehrlein e poi il pauroso incidente capitato alla Renault di Kevin Magnussen. Il pilota danese va i testa coda alla fine della celebre Eau Rouge, finisce violentemente contro le barriere e la sua vettura finisce in pezzi. Lui, però, se la cava con una slogatura alla caviglia che non gli impedisce di uscire con le sue gambe dalla monoposto. Prima entra la safety-car e poi la corsa viene fermata con bandiera rossa per una ventina di minuti per permettere di aggiustare le barriere. Chi era rimasto in dietro come le Ferrari, ma soprattutto come la Mercedes di Hamilton, riesce a rimettersi in gioco. Il campione del mondo riesce così a limitare i danni e arrivando terzo, alla fine, riesce a perdere solo dieci punti dal compagno rivale Rosberg restando in testa alla classifica piloti a quota 232 con ancora 9 punti di scarto sul compagno-rivale. Il riscatto Ferrari dopo la pausa estiva non c'è stato e ora si spera in un colpo di coda nel Gp di casa a Monza in un Mondiale che sembra destinato a restare ancora nelle mani di Hamilton.

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