Servizi sanitari nell'Isola, promossi solo da un terzo dei siciliani - Foto

PALERMO. Poco più di un terzo dei siciliani promuove i servizi sanitari nell’Isola: il 35% li valuta infatti con un voto pari o superiore al 6; il 34% li giudica mediocri, mentre il 31% esprime un giudizio decisamente negativo.

È uno dei dati che emerge da un sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis in un frangente nel quale il Welfare pubblico risponde in forma sempre più ridotta alle esigenze delle famiglie. È un valore di 17 punti inferiore rispetto alla media nazionale rilevata dall’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento.

“Se il 37% ritiene che i servizi per la salute siano rimasti più o meno invariati rispetto al passato - afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento - la stragrande maggioranza dei siciliani, il 58%, rileva invece nell’Isola un peggioramento complessivo negli ultimi anni. La crisi economica ed occupazionale sembra pesare. Emerge, tra i cittadini, una forte preoccupazione sullo stato del Welfare, ma anche una diffusa consapevolezza della progressiva riduzione delle risorse pubbliche”.

Quasi 8 cittadini su 10, intervistati da Demopolis, affermano di aver sostenuto nell’ultimo triennio, con risorse proprie, diversi costi per la salute, per lo più a causa delle lunghe liste di attesa del Servizio Sanitario Nazionale.
Molto significativa, a livello regionale, è la domanda di potenziamento di servizi per la Salute: in testa alla graduatoria delle richieste dei siciliani emergono – con citazioni superiori al 70% - le prestazioni specialistiche; il 68% vorrebbe un maggiore investimento sui Pronto Soccorso; 6 cittadini su 10 chiedono un rafforzamento dei servizi di diagnostica. Molto significative, secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis, risultano anche le richieste di potenziamento dell’assistenza domiciliare (53%), delle cure odontoiatriche (37%) e dei servizi di fisioterapia e riabilitazione (35%).

Nota informativa - L’indagine è stata realizzata nel luglio 2016 dall’Istituto Demopolis, su un campione stratificato di 800 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Sicilia, con metodologia integrata cati-cawi (Computer Assisted Telephone and Web Interviewing).

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