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VERSO LE ELEZIONI

La Clinton vince primarie a Porto Rico, nomination a un passo

La ex first lady è adesso a meno di 30 delegati di distanza dal «numero magico», ovvero i 2.383 delegati necessari per assicurarsi la nomination democratica

WASHINGTON. Vittoria sostanziale e altamente simbolica per Hillary Clinton nelle primarie di Porto Rico: la frontrunner democratica ha conseguito un vantaggio di preferenze tale sul rivale Bernie Sanders da consentirle di aggiudicarsi la gran parte dei 60 delegati messi in palio nel territorio federato degli Usa accorciando così le distanze dalla nomination, che risulta sempre più vicina, alla vigilia del voto cruciale in California martedì 7 giugno. Stando ad un conteggio della Associated Press, la ex first lady è adesso a meno di 30 delegati di distanza dal «numero magico», ovvero i 2.383 delegati necessari per assicurarsi la nomination democratica.

«Abbiamo appena vinto Porto Rico! - ha twittato Hillary -. Gracias a la Isla del Encanto por esta victoria!». Lento il processo della conta dei voti, effettuata a mano. Ma già con la conferma dei primi risultati era emerso un chiaro vantaggio della ex segretario di Stato sul senatore del Vermont, con un margine di 2 a 1. Un bacino elettorale raramente considerato significativo quello dell'isola dei Caraibi, ma che assume un significato nuovo questa volta, anche per via della profonda crisi economica e finanziaria che ha colpito Porto Rico e per la quale entrambi i candidati democratici hanno proposto la loro ricetta.

E per il tempismo con cui cade: proprio nelle scorse ore infatti il 74enne senatore liberal che contende ad Hillary Clinton la nomination aveva riaffermato con vigore la sua determinazione a proseguire nella corsa fino in fondo, ovvero fino alla convention democratic di fine luglio, sicuro della sua sfida alla candidata al punto da ritenere che quella di Filadelfia «sarà una convention aperta».

Quest'ultimo risultato quindi rafforza il messaggio della ex segretario di Stato che ha già rivolto a Sanders un chiaro appello all'unità, mentre riserva i toni più duri per quella che vede come la sfida finale con il candidato repubblicano Donald Trump. Più che mai decisivo si prospetta dunque il prossimo appuntamento elettorale, con le primarie in sei stati martedì.

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