Lunedì, 17 Dicembre 2018
COLDIRETTI

Coldiretti: in Sicilia più consumo di carne, ma bassa produzione

PALERMO. Anche in Sicilia un'alta percentuale di consumatori sceglie di mangiare carne, un prodotto spesso demonizzato, vittima di allarmismi e provocazioni che rischiano di acuire la crisi di un comparto che invece nell'Isola ha ampissimi margini di sviluppo in quanto si produce solo il 24 per cento del consumo, con circa 10.000 allevamenti di bovini da carne sparsi in tutta la Regione che dimostrano l'eccessiva polverizzazione dell'offerta.
È quanto rileva Coldiretti Sicilia in occasione della prima giornata nazionale della carne che si celebra a Torino e in tutt'Italia con una serie di iniziative. Oggi - denuncia la Coldiretti - viene dall’estero il 40% della carne bovina consumata in Italia e il 35% di quella di maiale mentre le importazioni sono marginali per la carne di pollo/tacchino. Sulle tavole dei siciliani arrivano soprattutto le bistecche di bovini francesi sia come prodotto macellato sia come bovini vivi allevati poi in allevamenti locali.

 

Gli arrivi da Paesi comunitari e extracomunitari di carne a basso prezzo senza il valore aggiunto di sicurezza e sostenibilità garantiti dall’Italianità provoca la chiusura delle stalle, impoverisce le attività di trasformazione e distribuzione ad esse legate e fa venir meno il presidio ambientale e di legalità di interi territori, mettendo a rischio 180 mila posti di lavoro in tutta la filiera delle carni che genera in Italia un valore economico dell’ordine di 30 miliardi di euro con una ripartizione praticamente equivalente tra carne bovina, di maiale e di pollo/tacchino.

Un comparto che in Sicilia ha raggiunto ottimi livelli è quello avicolo. In particolare il polo di Modica impegna oltre 600 addetti con un volume di affari di circa 150 milioni di euro annuì.
Complessivamente In Sicilia, così come rilevato dall'anagrafe zootecnia, sono presenti circa 850 allevamenti di polli e galline.
In particolare nel comparto avicolo si stanno sviluppando allevamenti di razze autoctone allevate all'aperto come il caso della "Collo oro", una specie che oltre un'ottima produzione di uova garantisce carne di prima qualità.
Dal barbecue alla polpetta, alla base dei piatti tipici sicilian i c'è la carne grazie alla quale il mestiere di macellaio continua a rappresentare un perno economico sociale soprattutto nei piccoli centri per il rapporto di fiducia che s'instaura tra il venditore e il compratore.

Intere generazioni - commentano il presidente e il direttore di Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo - sono cresciute a carne arrostita e con le dovute accortezze, necessarie in ogni ambito, una giusta dose di proteine animali non ha mai fatto male a nessuno anche perché gli allevamenti siciliani sono sottoposti ad innumerevoli controlli

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