Martedì, 20 Febbraio 2018
VINO

Verona, Mattarella inaugura il Vinitaly: la Regione gli dona una bottiglia storica del 1941

VERONA. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato il 50/O Vinitaly a Veronafiere, accolto dal ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, e dal presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.

In una sala pina di imprenditori del comparto vitivinicolo, Mattarella  ha aperto la manifestazione con un discorso per poi visitare i padiglioni del Veneto, della Regione Sicilia, del Piemonte e della Toscana. Al momento della visita, Mattarella ha ricevuto in dono dall'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici una bottiglia storica che risale al 1941. Si tratta di una Riserva Storica Florio, che fu salvata dai bombardamenti che colpirono le cantine.

"Il vino è impresa, ambiente, cultura, territorio, ed è società. Nel comparto vi sono tanti nuovi lavori, con giovani che hanno portato tecniche innovative, e vi sono autentiche rivincite della legalità che hanno il nome di vini prodotti nelle terre confiscate alla mafia" ha detto il presidente della Repubblica citando l'esempio delle produzioni in carcere, come nel penitenziario di Gorgona.

E ancora: "Da prodotto antico a chiave di modernità, il vino italiano, col suo successo nell'export, conferma come il destino dell'Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino. Potete essere orgogliosi di questa storia - ha detto il capo dello Stato - che avete contribuito a costruire con il progredire di Vinitaly".

"C'è un marchio Doc che riguarda tutti noi, da Nord a Sud, dal piccolo al grande centro: è il marchio Italia. Da questo marchio dipende molto del nostro futuro e di quello dei nostri figli. La capacità di guidare l'innovazione - ha sottolineato Mattarella - è stato il segno più incisivo del percorso compiuto in 50 anni di Vinitaly dai produttori di vino italiano che sono riusciti a diventare protagonisti delle trasformazioni. Si sono fatti ideatori e autori di progetti vincenti; hanno imposto un valore. E il vino, pur essendo la sua produzione attività imprenditoriale e industria agricola, è sempre più un simbolo dello stile di vita e del gusto italiano, arricchendo quell'idea di qualità che è legata al nostro Paese".

I DATI. Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia è cresciuto ancora del 3% nel 2015, raggiungendo il valore record di 9,7 miliardi di euro, per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,4 miliardi (+5%), massimo storico. Lo afferma un'analisi della Coldiretti, diffusa nel giorno dell'inaugurazione del 50/O Vinitaly di Verona.

Dopo anni, sono state in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale, pari a circa a 4,4 miliardi, per effetto anche dell'aumento nella grande distribuzione organizzata (+1,3%). Il buono stato di salute del vino italiano traina l'occupazione in agricoltura che in controtendenza fa registrare un andamento positivo nel 2015. Si stima, secondo la Coldiretti, che il vino abbia offerto durante l'anno opportunità di lavoro ad un milione e trecentomila persone (+4%) tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell'indotto.

L'analisi di Coldiretti sottolinea che l'Italia, con una produzione di vino di 47,4 milioni di ettolitri ha conquistato il primato mondiale di produzione del vino, davanti ai francesi, mentre dal punto di vista qualitativo segnala che quasi una bottiglia prodotta su tre (32%) è a denominazione di origine.

Un dato che assegna al nostro Paese il primato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt). Nel 2015 rispetto all'anno precedente le vendite hanno avuto un incremento in valore di oltre 13% negli Usa; nel Regno Unito l'export è cresciuto dell'11%, in Germania si è mantenuto sostanzialmente stabile. In Oriente le esportazioni sono cresciute sia in Giappone sia in Cina, rispettivamente in valore del 2% e del 18%. Negli Stati Uniti - continua Coldiretti - sono particolarmente apprezzati il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco che piace però molto anche in Germania insieme all'Amarone della Valpolicella e al Collio. Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la maggior crescita all'estero, con le esportazioni che aggiunto il record di 985 milioni di euro (+17%).

 

 

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