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GUERRA CIVILE

Raid russi in Siria, la Merkel "inorridita per le sofferenza provocate"

BERLINO. Una "nuova tragedia umanitaria" è in corso, secondo il premier turco Ahmet Davutoglu, nel nord della Siria, dove da giorni i bombardamenti di Mosca hanno costretto alla fuga verso la Turchia decine di migliaia di civili, tra cui donne e bambini.

"Non sono solo scioccata ma anche inorridita per le sofferenze subite dai civili in seguito ai raid russi", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando ad Ankara con Davutoglu. Ma i civili siriani in fuga dal fuoco di Mosca sono anche nel sud, al confine con la Giordania. Circa 30mila persone hanno abbandonato le loro case nelle ultime 48 ore nella regione di Daraa, investita dall'offensiva lealista sostenuta da Russia, Iran e dagli Hezbollah libanesi.

E nel giorno in cui il Canada annuncia che da fine febbraio cesserà di bombardare obiettivi Isis in Siria e in Iraq, emergono nuove prove che nell'escalation militare russa e governativa siriana vengono usate anche armi non convenzionali, come le bombe a grappolo, bandite dai trattati internazionali. Secondo Human Rights Watch, almeno 37 civili, di cui 9 bambini, sono stati uccisi solo dal 26 gennaio in 14 raid di aerei siriani e russi in cui sono state impiegate 'cluster bombs'. Il rapporto di Hrw conferma inoltre quanto già denunciato da Amnesty International nel dicembre scorso, secondo cui "centinaia di civili" sono stati uccisi nei raid di Mosca a partire dal loro inizio il 30 settembre. La commissione d'inchiesta Onu sulla Siria ha intanto affermato oggi che "migliaia di detenuti del governo siriano sono stati picchiati a morte o sono morti a causa delle torture, altri a causa delle condizioni disumane" in cui sono stati tenuti volontariamente.

Il rapporto, presentato a Ginevra dal presidente della commissione Sergio Pinhero, è intitolato "Lontani dagli occhi, lontani dal cuore. Morti in detenzione nella Repubblica araba di Siria". Nel testo si accusano anche l'Isis e diversi gruppi armati, tra cui i qaidisti della Jabhat an Nusra, di "torture ed esecuzioni sommarie". Secondo la commissione Onu, decine di migliaia di persone sono detenute dal governo, mentre "altre migliaia sono scomparse dopo essere state arrestate".

"Quasi ogni detenuto che è sopravvissuto ed è uscito dalla prigionia è tornato in libertà dopo aver subito abusi inimmaginabili", ha affermato Pinheiro. Alcuni gruppi delle opposizioni armate, la Nusra e l'Isis, sono accusati di torture e uccisioni, mentre il regime anche di "stupri e altre forme di violenza sessuale". Sulla nuova crisi umanitaria causata dall'offensiva russa e lealista nella regione di Aleppo, Merkel ha affermato che Germania e Turchia intendono fare pressioni congiunte sull'Onu per chiedere di far rispettare la risoluzione di dicembre, che invitava tutte le parti coinvolte nel conflitto a interrompere immediatamente qualsiasi attacco nei confronti della popolazione civile. La Mezzaluna rossa turca ha intanto riferito di 35mila siriani ammassati al confine.

Tra questi, 20mila si trovano in campi informali a ridosso della frontiera, in territorio siriano. Operatori umanitari turchi hanno inviato oltre confine tende da campo e aiuti umanitari, e Ankara ribadisce che per il momento non intende aprire la frontiera: lo faremo "quando sarà necessario", ha detto Davutoglu. Altri 30mila civili siriani si apprestano a premere sulla frontiera meridionale con la Giordania in seguito all'offensiva aerea russa a sostegno dell'avanzata governativa nel sud della Siria. Circa 20mila persone in fuga verso il valico di Tel Shihab e altre zone fuori dal controllo del regime a sud-ovest di Daraa. Altre 8mila persone sono in marcia verso Yadude, a nord-ovest del martoriato capoluogo meridionale siriano.

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