
PALERMO. Sarà affrontato in un tavolo tecnico a Roma il tema dei precari degli enti locali in Sicilia. È l'impegno assunto dal ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, che ha incontrato a Palermo i dirigenti del Pd siciliano, il governatore Rosario Crocetta, l'assessore alla Funzione pubblica Giovanni Pistorio, la deputata dem Mariella Maggio in rappresentanza della commissione Lavoro dell'Ars e una delegazione di sindacalisti e lavoratori.
Secondo quanto apprende l'ANSA, il ministro ha incontrato i dirigenti del Pd, con in testa il segretario regionale Fausto Raciti, il capogruppo all'Ars Antonello Cracolici e la deputata Mariella Maggio. Dopo un pò è arrivato anche il governatore Rosario Crocetta. Prima di recarsi alla Festa dell'Unità, il ministro Madia ha discusso del tema dei precari anche con una delegazione sindacale.
Persone:
2 Commenti
Antonio 1
29/09/2015 08:18
Che sia la volta buona per per questi lavoratori che da un po' per il funzionamento degli Enti utilizzatori sono indispensabili? Che sia la volta buona per mettere la parola fine alla atavica vicenda dei precari? Insomma non sarebbe ora di chiarire se questa gente serve o no e prendere le giuste decisioni?
Maria Rosa
29/09/2015 10:47
ci illudono da più di 17 anni!!!!!!! Io faccio parte del bacino degli ASU e lavoro presso l'amministrazione comunale, noi siamo pagati dall'INPS, un sussidio di disoccupazione pari a poco più di € 500,00 mensili, senza contributi, senza diritti..... una vergogna!
lizib
29/09/2015 15:21
Gli LSu siciliani cui appartengo L.R . 280/97, sono una colonna portante fondamentale agli Enti locali e pubblici, per i quali si presta servizio in silenzio, ai più sembriamo invisibili, spesso ingiustamente denigrati " figli di un dio minore" persino mal giudicati, come parassiti considerati artecifi piuttosto che vittime di un sistema che negli anni ha dato vita a una precarietà senza via di uscita...come se la colpa fosse degli stessi precari. Lavoratori di serie "z senza contribuzione previdenziale, né busta paga, né tredicesima....una platea di 24.000 persone oltre ogni 50 anni che vive di sussidi, giuridicamente inoccupati ma presenti in questa martoriata regione in tanti settori come ASP, comuni, consorzi, ex province, scuole, etc.. In attesa che la " buona politica" ci dia stabilità e reale certezza lavorativa anziché proroghe e scadenze ineluttabili che hanno offeso la nostra dignità di Uomini e Donne libere dal bisogno che imprigiona di fatto il libero arbitrio in ogni più semplice e banale scelta nel quotidiano sopravvivere. Basti pensare all' impossibilità di avere un figlio, o di metter su casa, o mantenere un figlio agli studi... Al precario nulla è concesso, ma tutto il "normale" è negato....un precario e' schiavo mai dipendente Ahimè