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LA STORIA DEL ROCK

Dopo 50 anni, torna a Newport la Fender di Bob Dylan - Video

ROMA. «La chitarra di Bob Dylan è di nuovo a casa». Con quello che ha tutta l'apparenza di uno slogan Jay Sweet, produttore del festival di Newport, ha voluto annunciare l'arrivo alla manifestazione musicale all'aperto della «mitica» Fender Stratocaster con la quale esattamente 50 anni fa, il 25 luglio 1965, il «menestrello del pop» si esibì in una performance da molti considerata uno snodo fondamentale della storia del rock.

Quello che allora era già divenuto famoso con le celebri ballate suonate con la chitarra acustica ad accompagnare versi di protesta civile, quello che era stato «the original vagabond» come lo descrisse molti anni dopo Joan Baez nel brano «Diamonds and rust», irruppe sulla scena con un giacchetto passato alla storia e lanciò le note di «Maggie's Farm» inaugurando la sua fase «elettrica» con la chitarra che è stata poi la prediletta, fra gli altri, di Jimi Hendrix ed Eric Clapton.

La «rivoluzione» di Dylan diede i brividi ad alcuni e deluse altri. Ora lo strumento simbolo di quella svolta è di nuovo lì sullo stesso palco dopo 50 anni, portatovi da Jim Irsay, fra l'altro proprietario della squadra di football americano degli Indianapolis Colts, che la ha pagata ad un'asta nel 2013 965 mila dollari, il prezzo più alto mai pagato nella storia per una chitarra.

L'augurio degli organizzatori è che quella Fender venga suonata di nuovo dopo 50 anni in questo week-end, dedicato interamente a Bob Dylan. Di sicuro non sarà Robert Allen Zimmerman, vero nome dell'interprete di «Blowing in the wind» a farlo. Per quanto invitato, quello che Irsay ha definito «lo Shakespeare della nostra generazione» non si è più esibito a Newport dopo il 2002.

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