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I DUE LEADER

Disgelo tra Usa e Russia: Putin telefona a Obama

Intanto, arriva l'annuncio di Silvio Berlusconi: «Mi reco nella Federazione Russa per alcuni giorni per incontrare il Presidente Putin»

MOSCA. Segnali di disgelo tra Usa e Russia. Vladimir Putin infatti ha telefonato a Barack Obama per discutere dei dossier più caldi a partire dalla crisi ucraina, l’ascesa di Isis e il programma nucleare iraniano. A rendere nota la telefonata è stata la Casa Bianca.

«Il presidente Obama ha ribadito la necessità che la Russia rispetti la parte di suoi impegni previsti dagli accordi di Minsk, incluso il ritiro di tutte le truppe e l’equipaggiamento di Mosca dal territorio ucraino», si legge in una nota. Si è parlato anche «della sempre più pericoloso situazione in Siria», la Russia e l'Iran sono praticamente gli unici alleati rimasti del leader siriano Bashar Assad. A proposito di Iran e del suo programma nucleare i due leader hanno sottolineato l’importanza di continuare a dimostrare un fronte unito tra i «5+1» nei negoziati in corso per impedire che l’Iran acquisisca la bomba atomica.

Intanto, arriva l'annuncio di Silvio Berlusconi: «Mi reco nella Federazione Russa per alcuni giorni per incontrare il Presidente Putin, su suo stesso invito. C'è una situazione di tensione nella politica internazionale tra l'Occidente e la Federazione Russa che si sta sempre più aggravando, con conseguenze sull'economia e sull'occupazione italiana e sulle prospettive di pace».

«Non posso sottrarmi al dovere di interessarmi di questa situazione perchè sono stato proprio io a far stipulare il trattato di Pratica di Mare tra la Nato e la Russia nel 2002, il trattato che ha posto fine alla guerra fredda, e perchè sono stato ancora io, come Presidente nel G8, ad adoperarmi affinchè fosse firmato nel 2009 l'accordo preliminare per le riduzioni delle armi nucleari nei rispettivi arsenali, al Presidente Obama e al Presidente Dimitri Medvedev - conclude Berlusconi -. Oggi non ricopro nessun ruolo istituzionale ma confido nei buoni rapporti e nella stima di cui mi onorano i principali protagonisti della politica internazionale, per cercare di rendermi utile alla pace e al miglioramento delle relazioni tra l'Europa, gli Stati Uniti e la Federazione Russa».

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