regione, Sicilia, Archivio
L'INTERVISTA

La spesa delle regioni, Trovati: «La Sicilia ha i più alti costi del personale»

PALERMO. Spese correnti, investimenti e debito. Tre voci di spesa che contengono ben 190 miliardi. È questa la cifra che ogni anno spendono le regioni in Italia. Che per il cittadino contribuente, neonati compresi, si traduce in una spesa media all' anno di 3.124 euro. Questa la media, dunque. Perché ovviamente ogni regione ha una storia propria e in questo modo si viene acre are in Italia una mappa delle regioni che costano di più. Ecco, quindi, che da un lato si trova ad esempio la Lombardia che risulta essere la regione più «leggera» del Paese con una spesa pro capite all' anno di 2.239 euro e dall' altro troviamo invece il Molise e il Lazio con gli importi record alla regione in relazione alla popolazione. Nel Lazio la spesa pro capite è di 3.796 euro, nel Molise di 4.622 euro. In Sicilia, invece, la spesa pro capite è di 4.042 euro all' anno. E stiamo parlando della regione più grande d' Italia con una popolazione sicuramente superiore ad esempio al Molise. Sono questi i numeri che vengono fuori dall' inchiesta di Gianni Trovati de Il Sole 24 Ore. Un' inchiesta condotta durante l' ultima campagna elettorale delle Regionali, nella quale a impazzare erano temi come quello degli impresentabili o delle spaccature all' interno dei partiti. «Con questa indagine, invece, noi abbiamo cercato di focalizzare il tema che forse interessa di più i cittadini: ovvero quanto spendono le regioni e soprattutto il costo di una regione per i contribuenti».

Da questi conti qual è la prima riflessione che emerge?
«La riflessione generale è che le regioni hanno un carico di spesa molto elevato: 190 miliardi di euro all' anno e che poi c' è una scarsa trasparenza sul con trollo da parte dei cittadini. In questi ultimi anni abbiamo registrato manovre di spending review, ma malgrado certi provvedimenti questa spesa non accenna a diminuire. E, intanto, da questa inchiesta registriamo una crescita anche del fisco e delle addizionali».

In questo quadro generale la Sicilia come si attesta?
«La Sicilia ha come prima particolarità una spesa per il personale a dir poco sproporzionata. Da sola riesce a spendere quanto tutte le altre regioni. E di certo questa non è storia dell' ultimo anno, ma una condizione ormai storica. I numeri sono inequivocabili: la Sicilia spende per personale in totale quasi due miliardi all' anno. Ebbene, in tutta l' Italia per il personale si versano sei miliardi in totale. In pratica un terzo di spesa nazionale per il personale viene concentrato in una sola regione. Questa diventa poi una situazione che influenza tutta l' Isola. Un altro dato allarmante è quello che la Sicilia è l' unica regione in cui i comuni spendono più del 40% di spesa corrente per il personale, quando la media negli altri comuni dello stivale è la metà».

Questa situazione cosa provoca?
«Impedisce di fare risanamenti perché non puoi licenziare tutta questa gente, si andrebbe a provocare un dramma sociale immane. Ma in questo modo il Bilancio resta ingessato ed è come fare i cento metro con il piombo nelle tasche».
Messa così, sembra che non ci sia via d' uscita.
«Ci vuole una riforma della pubblica amministrazione in Sicilia e un piano di rientro a medio -lungo termine. Un piano, però, che tracci una linea che poi deve essere seguita e che sia coraggioso».
Nella sua inchiesta viene precisato che un ruolo fondamentale lo gioca il fatto di essere o meno una regione a Statuto speciale.
«Quello delle regioni a Statuto speciale è un quadro più controverso. Quelle del Nord come Friuli e Trentino hanno un carico di competenze più ampio rispetto alle regioni a Statuto ordinario. Quelle del Sud, invece, compresa la Sicilia hanno meno competenze ma comunque carichi di spesa elevatissimi».
In Sicilia si apre spesso il dibattito nell' opinione pubblica sull' utilità dello Statuto speciale. Forse non fa al caso della Sicilia?

«Bisogna dire che lo Statuto speciale in Sicilia non viene utilizzato come al Nord, dove ci sono servizi migliori. Spesso è stato usato nella storia, invece, per creare spesa non virtuosa: personale e dipendenti pubblici in più e più deputati in Assemblea regionale. È questo tipo di spesa che ingessai bilanci».

Quali sono le voci di maggiore spesa per la Sicilia e per le regioni?
«In questo caso corrispondono, perché si tratta di sanità e personale. In Italia in totale la sanità costa alle regioni 110 miliardi all' anno. Ma c' è un altro problema. I costi delle regioni si dividono in spese correnti, quelle per i servizi, e le spese per investimenti, che sono quelle che dovrebbero creare ricchezza. Ebbene, nove decimi di spesa delle regioni è destinata solo a quella corrente, ovvero quella meno buona».

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati