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IL RICONOSCIMENTO

Laurea honoris causa a Paolo Sorrentino: emozione... da Oscar

NAPOLI. «L'università mi emoziona più della Notte degli Oscar, dove sono tra gente del cinema. E il fatto che questa laurea venga da Napoli mi rende davvero felice».

È commosso il regista premio Oscar Paolo Sorrentino che ha ricevuto la laurea honoris causa in filologia moderna dall'università di Napoli Federico II nel corso di una affollatissima cerimonia.

«Sono intimidito e lusingatò ha detto il 45 enne regista napoletano (che da ragazzo si iscrisse ad economia) iniziando la sua lectio su scrittura e cinema introdotta dalla laudatio accademica di Corrado Calenda, professore di filologia dantesca e amico sin dagli esordi, e dall'intervento del rettore Gaetano Manfredi sulla fondazione dell'università laica più antica d'Europa, proprio il 5 giugno di 791 anni fa.

La laurea federiciana ad honorem, in passato attribuita anche a Riccardo Muti, è stata proposta per Sorrentino dal dipartimento di studi umanistici, come ha ricordato il direttore Eduardo Massimilia. Oltre 500 persone hanno applaudito il regista nell'aula storica, centinaia di ragazzi erano all'esterno, ad assistere alla cerimonia sul maxischermo, in attesa della festa-concerto serale in Piazza del Gesù.

«L'unica cosa che posso rivelare sono certi ricordi e certe suggestioni, trovandomi a Napoli città dove sono nato e cresciuto. Tutto ciò che accade di fondamentale in un essere umano avviene nei primi 20 anni, diceva credo Virginia Woolf. Questo per me coincide con Napoli» ha detto Sorrentino nella sua "lezione", ricordando «le frustrazioni giovanili, la malinconia, la perdita prematura della spensieratezza» che hanno formato il suo inconfondibile stile.

«Sono in grado di raccontare solo gli stati d'animo, credo che farlo sia più sbalorditivo che raccontare una trama» ha spiegato soffermandosi poi sulla sua 'ansia', combattuta grazie al cinema, alla scrittura, alla moglie Daniela, ai figli «che mi sono costati meno di uno psicanalista». Poi in toga e tocco ha ricevuto la laurea tra una giungla di telecamere, selfie e flash.

«Sarebbe pretenzioso e sbagliato dare consigli ai giovani - risponde poi alla domanda di rito- non si scherza con i giovani, non pronuncerò slogan. Nella mia vita la fortuna ha avuto una grossa parte. I giovani di oggi comunque mi sembrano più belli e intelligenti di noi».

Conferma il suo desiderio di girare prima o poi «un film ambientato a Napoli». E sul suo amore per il calcio e Maradona, evocati anche in Youth, glissa. «Il cinema e il calcio sono simili, parlarne è noiosissimo».

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