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FCA, Marchionne: "Potrei restare oltre il 2018"

Sergio Marchionne, se serve, potrebbe restare alla guida di Fiat Chrysler Automobiles oltre il 2018. Naturalmente se l'ambita e «inevitabile» alleanza arriverà e se l'azionista glielo chiederà

VENEZIA.  Sergio Marchionne, se serve, potrebbe restare alla guida di Fiat Chrysler Automobiles oltre il 2018. Naturalmente se l'ambita e «inevitabile» alleanza arriverà e se l'azionista glielo chiederà. Nell'isola di San Clemente, nella laguna di Venezia, dove presiede il Consiglio per le Relazioni Italia-Usa, l'amministratore delegato di Fca arriva da Torino dopo l'assemblea dell'accomandita Giovanni Agnelli.

In una pausa dei lavori Marchionne spiega che la quotazione della Ferrari, per motivi tecnici, non potrà essere effettuata prima del 12 ottobre, in quanto deve passare almeno un anno dalla fusione tra Fiat e Chrysler. «Me lo hanno spiegato gli avvocati, non lo sapevo», dice. Finora i tempi indicati erano il
primo semestre e poi 'entro il terzo trimestre, quindi lo slittamento non è enorme, ma il titolo, in una giornata negativa per tutto il listino, risente del colpo e chiude in calo del 3,33% a 13,93 euro. Niente di deciso sull'eventuale
trasferimento della sede a Londra: «non lo so, comunque continuerebbe a pagare le tasse in Italia come Fca», dice Marchionne che non esclude la possibilità che lo sbarco alla Borsa di New York del Cavallino sia il 13 ottobre.
Marchionne conferma anche i target 2015 del gruppo: consegne a livello globale tra 4,8 e 5 milioni di veicoli, ricavi pari a circa 108 miliardi di euro, utile netto tra 1 e 1,2 miliardi di euro, indebitamento netto industriale tra 7,5 e 8 miliardi di euro.

Il manager torna anche sul tema del sindacato unico rilanciato dal premier Matteo Renzi in occasione della visita recente allo stabilimento di Melfi: «Credo che in un settore come quello dell'auto sia da farsi. Lasciamo stare le cavolate troppo grosse che dice Camusso. In America e in Germania c'è un
solo sindacato dell'auto, noi ne abbiamo parecchi ed è diverso parlare con un solo interlocutore o con quattro».  Il fronte alleanze è aperto. «I contatti con altre aziende sono continui. Parliamo con tutti», dice Marchionne. «Volete
sapere se scrivo tante email? Non lo so. Se mi chiedete se le domande che ho fatto a Gm sono le stesse che ho fatto ad altri, la risposta è no ed è inutile speculare. Aspettiamo. Bisogna vedere come si sviluppa la nostra analisi internamente per capire quali siano le combinazioni che danno il via a questo
processo di consolidamento che io credo sia completamente inevitabile». A chi gli chiede abbia parlato direttamente con azionisti di Gm, Marchionne risponde «non intenzionalmente, non abbiamo avviato alcuna discussione con loro». L'ad di Fca, che si dichiara ottimista per l'Italia e meno per l'Europa,
ribadisce il suo apprezzamento per Tesla Motors, l'azienda di auto elettriche: «continuiamo a parlare con loro, mi piace molto Elon Musk, mi piace quello che fanno».

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