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IL DISASTRO

Esplosioni in un ospedale della Siria: 25 i morti, tra cui molti bambini

Il disastro, di cui hanno dato notizia sia la tv di stato che gli attivisti dell'opposizione, ha anche provocato più di 30 feriti di cui molti sono in gravissime condizioni

BEIRUT. Una, due, tre esplosioni. Poi l'incendio e le fiamme che devastano l'ospedale, avvolgono medici e pazienti, uccidono almeno 25 persone, in gran parte bambini portati dai genitori nella clinica di Qamishli (città nel nord-est della Siria abitata soprattutto da curdi) per essere vaccinati contro la poliomielite. Il disastro, di cui hanno dato notizia sia la tv di stato che gli attivisti dell'opposizione, ha anche provocato più di 30 feriti di cui molti sono in gravissime condizioni. Nella clinica in quel momento c'erano moltissimi bambini che dovevano essere vaccinati, ha riferito Juan Mohammed, funzionario curdo della vicina città di Hassakeh. Le cause del devastante incendio non sono state completamente chiarite, ma Mohammed ha detto che sembra che l'esplosione di una bombola del gas abbia fatto deflagrare una o più bombole d'ossigeno. L'incendio che ne è seguito ha fatto poi saltare in aria una cisterna piena di carburante. Un'inferno di fuoco ha raggiunto in pochi attimi decine di persone, in gran parte personale dell'ospedale e bambini in attesa di essere vaccinati. Qamishli è la più importante città curda siriana a poche decine di chilometri dal confine con la Turchia. Nell'area anche oggi sono segnalati combattimenti. Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani, i miliziani integralisti dello Stato islamico hanno conquistato Souran Azaz e i vicini villaggi di Hasya e Bel, fino ad ora controllati da gruppi ribelli moderati. Nella battaglia di oggi sarebbero morti 31 ribelli e 22 uomini dell'Isis. Nuovamente sotto i bombardamenti anche Aleppo dove ieri gli elicotteri del presidente Bashar al Assad avevano ucciso una settantina di persone. Oggi sono stati i ribelli anti-governativi a colpire ammazzando 12 persone. Sia ieri che oggi le vittime sono quasi esclusivamente civili.

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