Giovedì, 15 Novembre 2018
LA NOVITA'

Voti e note, il registro ora è digitale: così la scuola dice addio alla carta

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Nato nel 2012 da un progetto universitario messo in piedi da tre giovani studenti, è diventato in breve una startup innovativa che ha fatto breccia in oltre cento istituti scolastici di tutta Italia

PALERMO. Omnia è un caso davvero singolare, nato nel 2012 da un progetto universitario messo in piedi da tre giovani studenti, è diventato in breve una startup innovativa che ha fatto breccia in oltre cento istituti scolastici di tutta Italia: un’escalation di successi segnati da un percorso in cui i protagonisti sono gli insegnanti con i quali sono state focalizzate le esigenze più ricorrenti in un’aula scolastica, dal registro delle presenze ai voti, alle azioni disciplinari fino all’integrazione con le segreterie e con i server del Miur.

Tutto merito della spending review, che ha imposto regole di risparmio non solo economico, con un occhio di riguardo verso l’ambiente. La riforma scolastica infatti passa anche dalla dematerializzazione cartacea, e nelle scuole si sa le parole scritte si insinuano dappertutto, fanno parte del percorso di studi. La tecnologia in questo caso assume un ruolo importante, a salvaguardia dell’ambiente, contribuendo ad abbassare il consumo di cellulosa, grazie all’introduzione dei supporti magnetici in sostituzione dei pesanti faldoni cartacei resi obsoleti dai personal computer e dai nuovi dispositivi elettronici come tablet e smartphone.

Ma il vantaggio non è tutto qui, l’efficienza della macchina operativa ne guadagna un bel po’. La dematerializzazione cartacea in realtà fa parte di una riforma di più ampiorespiro, che abbraccia le pubbliche amministrazioni, sottoposte ad una netta razionalizzazione delle spese da decreto legge n. 95/2012. Il consumo di carta, che ha contribuito in buona parte a etichettare l’Italia come il paese dei burocrati negli anni passati, potrebbe diventare un vago ricordo grazie all’adozione di sistemi digitali in grado di fagocitare in pochi click interi scaffali impolverati. Oggi, dopo un primo anno di test sul territorio, la neonata startup catanese, composta da tre ingegneri informatici, Claudio Sichili, Dario Zappalà e Daniel Indelicato, ha cominciato a mostrare i muscoli grazie ad una perfetta forma fisica. Infatti una delle chiavi di volta del successo di Omnia arriva proprio dall’aspetto, dall’abito che indossa, dalla fruibilità verificata sul campo dai professori e dagli alunni che in pochi mesi di test hanno sviscerato le funzionalità necessarie a far diventare quest’applicazione una delle più richieste sul mercato.

Omnia interagisce con il sistema informatizzato del Ministero della pubblica istruzione, basandosi su dati aperti prodotti dal Miur, ed ha superato altre software house di vecchia data applicando un vantaggio competitivo che deriva proprio da una visione più moderna del prodotto. Visione sostenuta dai numerosi riconoscimenti come ilCerisdi Award di dicembre dello scorso anno, dedicato alle eccellenze siciliane, o il sostegno di Working Capital che ha premiato l’applicazione all’annuale competizione indetta da Telecom.
«Oggi Omnia è il più innovativo servizio di registro elettronico online presente sul mercato - dice Claudio Sichili -; offre una digitalizzazione completa non solo dei singoli documenti ma anche, e più in generale, di tutti i processi scolastici. A breve lanceremo un’app che invierà una notifica ai genitori ogni qualvolta vi sia una variazione di dati riguardanti lo studente: assenze, note disciplinari, materie trattate e compiti assegnati».

E ancora: «Il nostro è un sistema scalabile, utilizzabile indistintamente su qualsiasi dispositivo, dal pc allo smartphone, e facile da gestire sia per lo studente che per l’insegnante. Grazie al sostegno di questi ultimi abbiamo potuto bruciare le tappe. La sperimentazione è nata presso l’Istituto Comprensivo Padre Pio di Misterbianco, ma con un veloce passaparola Omnia è arrivato sui bachi delle scuole di tutta Italia accolto favorevolmente per l’interfaccia intuitiva rispondente alle richieste dei professori. Per questo dobbiamo ringraziare i preziosi consigli ricevuti non solo dai dirigenti scolastici, ma anche dal personale amministrativo e dai singoli docenti, in un perfetto gioco di squadra».

© Riproduzione riservata

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