Mercoledì, 21 Novembre 2018
AD AMMAN

Pilota di aerei giordano catturato dall'Isis, il padre: "Abbiate pietà"

Anche il fratello si è unito al genitore nell'implorare i militari a rilasciare l'uomo, che è stato catturato dopo la caduta del suo jet

AMMAN. Grande commozione ed ansia in Giordania per Muadh al Kassasbe, il pilota catturato ieri dall'Isis in Siria. Con un appello disperato rivolto ai jihadisti il padre ed il fratello del militare ne hanno chiesto l'immediata liberazione. «Spero che Dio riempia il vostro cuore di pietà, rilasciatelo», ha detto Youssef al Kassasbe il padre del soldato. «Vi imploro di lasciarlo andare, lui è un devoto musulmano - ha aggiunto il fratello di Muadh, stando a quanto scrive il sito di news Ynet - nelle sue missioni aveva il Corano sempre con sè».

L'uomo è stato catturato ieri dopo la caduta del suo jet F-16 che i miliziani affermano di avere abbattuto con un missile terra-aria nella regione di Raqa, circostanza questa smentita dagli Usa. Il suo rapimento ha destato grande sconcerto in Giordania e nel mondo intero, anche dopo le foto pubblicate dai suoi rapitori che mostrano il pilota - che da poco si è sposato - con aria spaventata mentre viene spinto da un gruppo di jihadisti. Il re di Giordania Abdallah II sta «seguendo da vicino e con grande attenzione» tutta la vicenda e si è augurato che al Kassasbe possa ritornare dai suoi cari «sani e salvo».

Al momento non trapelano altre notizie e si ignora la sorte del giovane 26enne. Una unità di crisi con l'obiettivo di «mobilitare tutti i mezzi» è stata organizzata ad Amman ha precisato il quotidiano governativo Al-Rai. «Siamo fiduciosi: il nostro coraggioso pilota sarà liberato», ha assicurato.  Anche il segretario generale Onu Ban Ki-moon si è associato alle richieste della famiglie del pilota chiedendo ai jihadisti di «trattarlo secondo le regole del diritto umanitario internazionale».

Ieri un militante contattato dalla France Press a Raqa, roccaforte dell'Isis in Siria, aveva affermato che i jihadisti sono divisi sulla sorte del loro ostaggio: alcuni di loro, come i «Ceceni» vogliono giustiziarlo, mentre altri opterebbero per una sua reclusione a vita. Intanto sul terreno almeno una sessantina di jihadisti dell'Isis sono rimasti uccisi in scontri con le forze curde nel nord-est della Siria. Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani i combattimenti hanno opposto i jihadisti ai combattenti delle unità di protezione del popolo (miliziani dell'Ypg) a Qassiab, nella provincia di Hasakeh. Scontri intensi anche a Kobane - la città siriana da settembre sotto attacco dell'isis e difesa strenuamente dai curdi - dove hanno perso la vita altri 14 terroristi.

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