Lunedì, 24 Settembre 2018
TECNOLOGIA

Auguri sempre più social con Whatsapp e Instagram

Gli strumenti principali per fare gli auguri di Natale e di buon anno sono Whatsapp e Instagram.

Gli auguri di Natale corrono su Whatsapp e su Instagram e non saranno gli auguri del 'selfie': torna infatti sempre più al centro la qualità delle immagini. Ne è convinto l'esperto in analisi delle reti Marco Santarelli, associato di ricerca per enti internazionali e direttore Ricerca&Sviluppo di Network. Premettendo che "resta una fetta, cioè il 20-25% della popolazione, principalmente gli over 65, che non usa bene i social network e che quindi continuerà alla tradizionale maniera", l'esperto spiega che gli strumenti principali per fare gli auguri di Natale e di buon anno sono Whatsapp e Instagram - un'app di messaggistica istantanea la prima, un'app, la seconda, che consente di scattare foto di qualità, di applicare filtri e di condividerle - perché "è più veloce, più divertente e più creativo far girare il proprio video di auguri personalizzati". Non mancano i video e le foto che faranno il giro del mondo, grazie al tam tam sui social network.

D'altronde, spiega Santarelli, "non c'è più chi si offende se qualcuno manda un augurio uguale per tutta la rubrica. Questo - dice - è un atteggiamento entrato a far parte della società, perché la rete in qualche modo si autoregolamenta. Non è un fenomeno da vedere come appiattimento". Il tradizionale biglietto cartaceo, dunque, viene sempre di più sostituito dagli auguri digitali personalizzati e "la pesantezza della parola si perde a favore dell'immagine". L'esperto ricorda inoltre i tanti servizi finalizzati a fare auguri innovativi e particolari, come quelli che consentono di inserire il proprio volto in un balletto di Natale e di salvare il video finale da condividere poi sui social. Come accade da tempo, anche le cartoline, in queste vacanze di Natale, "vengono sostituite dagli smartphone e dai social network, con foto inviate ad amici e parenti, in tempo reale, da e per ogni angolo del mondo. Se negli anni '80 si parlava di società dell'immagine in modo critico - conclude Santarelli - oggi questa società dell'immagine è un dato di fatto con cui bisogna fare i conti, un elemento da cui partire".

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