Martedì, 20 Novembre 2018
IL BILANCIO

Malagò promuove lo sport italiano
“Una stagione da 6 e mezzo”

ROMA. Una grande delusione (il Mondiale brasiliano degli azzurri) all'interno di un'annata che lo sport italiano ha comunque vissuto da protagonista, con qualche 'perla' - come la vittoria del Tour di Nibali, quella di Errani e Vinci a Wimbledon o il clamoroso recupero della Pellegrini nella 4x200 metri - qualche 'scivolone' (la Ferrari) e l'appendice olimpica di Roma 2024, ufficializzata dal governo proprio sul finire dell'anno. E' il bilancio 2014 dell'Italia sportiva da parte del presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite di Enrico Varriale al "Processo del Lunedì" (RaiSport h 22), in cui il n.1 del comitato olimpico affronta a 360 gradi gioie e dolori dello sport tricolore nel corso dell'anno. "E' sempre difficile dare un voto, direi 6 e mezzo allo sport e 6- a me", sintetizza Malagò che invita tutti a credere nella candidatura di Roma olimpica "perché - dice - nella vita c'è sempre l'elemento della fiducia che è preponderante. Ci sono delle persone che dovranno essere in grado di meritarsela questa fiducia. Si tratta, da qui a settembre 2017 e se le cose dovessero andar bene per altri 7 anni, di invertire la rotta. Se uno all'inizio mette le cose in chiaro, problemi non ci saranno".

Problemi che invece hanno avuto gli azzurri al Mondiale brasiliano e le Ferrari in pista. "Nello sport succede che possano cambiare le gerarchie - dice a proposito della 'Rossa' - Sono fiducioso per il futuro e nutro completa fiducia nel management di Sergio Marchionne. Ritorno ai vertici in tempi brevi? Non sono un vero esperto di F1, ma da quello che mi è stato detto credo sarà difficile in tempi brevi riuscire a colmare l'attuale gap con le altre scuderie". Da un flop all'altro, sicuramente più roboante, il Mondiale brasiliano, "la delusione più grande": "Temo purtroppo di sì - sottolinea - Perché questo nel bene e nel male è la forza del calcio. Quando vinci i rumori di gioia si sentono ovunque e quando perdi la delusione è estremamente accentuata. Soprattutto perché non c'è stata solo una delusione a livello sportivo, ma anche tante altre che hanno accompagnato la sconfitta  sul campo. Non è giusto addossare colpe a nessuno ma ci sono cose che non sono andate nel verso giusto". Al contrario, le 'perle' portano il nome di Vincenzo Nibali, Errani-Vinci, Federica Pellegrini: "Sono stati tre momenti splendidi", ricorda Malagò che, dovendo fare una specialissima classifica, mette la nuotatrice azzurra sopratutti perche' - spiega - "nella gara secca come quella di nuoto l'emozione è più immediata e travolgente per la velocità stessa della gara e dell'impresa messa a segno".

Poi Malagò chiarisce le sue parole su Caroline Kostner, dopo la richiesta di 4 anni e 3 mesi di squalifica, ("Anche io avrei detto 'Schwazer non c'e'") avanzata dalla Procura antidoping che hanno portato alla presa di posizione della Federghiaccio: "E' stato un brutto equivoco. Massimo rispetto per le attività inquirenti, la sanzione era dovuta a una norma. Ma io ho fatto una considerazione a livello umano dicendo che, se non fossi il presidente del Coni mi sento di star vicino a Carolina ma il rispetto delle norme è sacrosanto".

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