Martedì, 20 Novembre 2018
QUIRINALE

Napolitano: "Parlare di voto anticipato o scissione porta a instabilità"

Il presidente della Repubblica lancia un messaggio dopo le tensioni politiche anche all'interno del Pd e blinda le riforme

ROMA. Non creare instabilità parlando di voto anticipato o scissioni. E' il messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano dopo le tensioni politiche degli ultimi giorni, anche all'interno del Pd. Il presidente della Repubblica, nel consueto saluto per gli auguri natalizi alle Alte Cariche dello Stato si dice inoltre preoccupato per il clima sociale e la mancanza di dialogo nel Paese e 'blinda' le riforme: un passaggio ineludibile per uscire dalla crisi e che non va fermato. Un discorso - commenta il premier Matteo Renzi - "di grande livello e di alto profilo".

No al voto anticipato - "Non possiamo - dice Napolitano - essere ancora il Paese attraversato da discussioni che chiamerei ipotetiche: se, e quando e come si possa o si voglia puntare su elezioni anticipate, o se soffino venti di scissione in questa o quella formazione politica, magari nello stesso partito di maggioranza relativa", sottolinea il presidente della Repubblica. "E' solo tempo e inchiostro che si sottrae" all'affrontare i problemi reali, afferma Napolitano rimarcando come, dallo spettro dell'instabilità "il danno può essere grave". Il governo ha annunciato una non breve serie di azioni di cambiamento, un tasso di volontà riformatrice che ha riscosso riconoscimenti e aperture di credito sul piano internazionale. Si è messo in atto un processo di cambiamento. Non si attenti alla continuità del nuovo corso".

Situazione economica e sociale critica - "Gli auguri che quest'anno ci scambiamo si intrecciano strettamente con gli impegni che tutti condividiamo per il superamento degli aspetti più critici per la situazione economica e sociale". "Le prove che il sistema Italia e la democrazia italiana devono sostenere sono ancora pesanti sul fronte dell'andamento dell'economia, del pil e delle oscillazioni della disoccupazione, segni di inversione della tendenza nel 2015-2016 ci potranno essere se non si affievolisce la linea concordata da governo e Parlamento". Nella società italiana "c'è un malessere diffuso" tra le famiglie e i lavoratori: "Molta sofferenza autentica, tensione, volontà di agire, impulso alla protesta e rassegnazione, non dico rabbia". "Ci deve preoccupare un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento parziale che hanno nel passato spesso contrassegnato le relazioni sociali e politico sociali". "Ai sindacati per i quali sempre auspico che siano costruttivamente uniti chiedo il rispetto delle prerogative delle decisioni del governo e del Parlamento e uno sforzo convergente di dialogo anche su questioni vitali di interesse generale".

Procedere senza arresto su riforme - "In Ue ci siamo presentati con le carte in regola per il rispetto dei vincoli. A ciò deve corrispondere, in primo luogo in Parlamento, la massima serietà e saper passare sempre più da parole a fatti per procedere con coerenza e senza battute di arresto sulle riforme". Quello messo in campo sulle riforme è "un programma vasto, ma che ha dato il senso di quale cambiamento fosse divenuto indispensabile e non più eludibile".

In Ue oltre limiti soffocante austerità - Nel semestre di presidenza dell'Ue "il governo italiano, partendo dall'accurato lavoro preparatorio del governo precedente, ha potuto operare validamente e con maggior sicurezza per un nuovo corso delle politiche finanziarie e di bilancio dei 28, oltre i limiti divenuti soffocanti e controproducenti dell'austerità".

No a ostruzionismo sulle riforme - "Chi dissente dalle riforme istituzionali non deve farlo con spregiudicate tattiche emendative". Lo dice Giorgio Napolitano. "Tornare indietro alla ormai sancita trasformazione del Senato significherebbe solo vulnerare fatalmente la riforma. Rispettare la coerenza delle riforme in gestazione, anche quella elettorale, è un dovere di onestà politica e di serietà".  Sulle riforme "non si dica che c'è precipitazione, che si procede troppo in fretta, si è tornato indugiando per mesi su questioni di riforma in qualche caso individuate da decenni". Il superamento del bicameralismo perfetto "non è un tic da cultori".

Lotta alla corruzione - E' "essenziale colpire i soggetti politici" coinvolti negli scandali di corruzione. "Bisogna colpire i bersagli giusti negli intrecci con la criminalità. Solo le generalizzazioni improvvide verso politica vanno evitate perché fuorvianti". "C'è forte priorità per misure serene e scelte operative contro il mostro della corruzione e la piaga del malaffare. E l'impegno su altri fronti importanti per una azione sistemica di risanamento morale e risanamento dello Stato: un'opera di lunga lena sulla quale ci stiamo inoltrando" anche con i "capitoli che si stanno aprendo sulla scuola e la giustizia". "Personalmente sono stato impegnato ancora per tutto lo speciale periodo del semestre italiano di presidenza Ue".

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